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Leekens aspetta Lukaku: "Mondiale e Scudetto: dirà la sua. E' fra i top 5 al mondo"

ESCLUSIVA - Leekens aspetta Lukaku: "Mondiale e Scudetto: dirà la sua. E' fra i top 5 al mondo"TUTTOmercatoWEB.com
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martedì 1 novembre 2022, 16:07Esclusive
di Daniele Najjar

Romelu Lukaku torna ai box: distrazione ai flessori della coscia sinistra, questo il motivo del nuovo stop che gli farà saltare con ogni probabilità almeno le prossime partite contro Bayern Monaco e Juventus. Il belga era tornato finalmente in campo, segnando subito un gol, in Champions League contro il Viktoria Plzen, per poi trovare spazio anche sabato sera contro la Sampdoria.

Arrivati a questo punto, qualcuno arriva a mettere in dubbio addirittura la sua presenza al Mondiale in Qatar, visto che ci vorrà del tempo prima che possa recuperare la sua migliore forma fisica. Non un inizio di stagione fortunato per l'attaccante, sul quale l'Inter aveva puntato molte delle sue carte in estate. Il tempo per incidere maggiormente sulla stagione della Beneamata, comunque, ci sarà soprattutto alla ripresa dei giochi, dopo la lunga sosta. 

Quali prospettive ora per Lukaku, dunque? La redazione de L'Interista ha contattato in esclusiva l'ex c.t. del Belgio Georges Leekens, che ha allenato la nazionale dei Diavoli Rossi prima nel 1997/98, poi dal 2010 al 2012, quando ha avuto modo di allenare il centravanti nerazzurro. Attualmente Leekens allena in Iran, il Tractor Sazi.

Altro stop per Romelu. Rischia il Mondiale se va avanti così?

"Lo escludo. E' uno dei giocatori chiave del Belgio, Martinez farà di tutto per averlo con sé. Aspetto di sentire cosa diranno i medici dell'Inter quando lo visiteranno nei prossimi giorni, ma penso che partirà anche qualora avesse soltanto chances di giocare più avanti nel torneo, saltando le prime partite del girone".

Che ne pensa dei frequenti stop in stagione?

"Da quanto leggo in questo caso si tratta di un piccolo infortunio muscolare. Deve stare attento ovviamente, ma recupererà. E' molto ambizioso, e nessun giocatore vuole saltare il Mondiale: non vuole forzare un recupero affrettato, perché c'è un po' di paura. Il Belgio senza di lui ha molte meno chances di vincere".

Ha perso gran parte di questo inizio di stagione. Che peso avrà sulle sorti dell'Inter, soprattutto dopo il Mondiale, a questo punto?

"Anche se ha perso terreno, vedo possibile lo Scudetto per l'Inter. L'Inter ed il Belgio hanno bisogno di lui, era tornato, andando anche in gol, è un attaccante top, di Lukaku ce n'è uno, d'altronde. La sua forza fisica e mentale si sente quando è in campo, si vede. Per lo Scudetto dipenderà anche dal resto della squadra, dall'equilibrio che riuscirà a mantenere. Ora per Romelu è tempo di pensare a recuperare al meglio, poi avrà tempo per incidere sulla stagione nerazzurra, come sa fare".

Nel 2020 disse: sono fra i top 5 attaccanti al mondo. E' d'accordo?

"E' una buona cosa che un giocatore abbia fiducia in sé stesso e consapevolezza nei propri mezzi. E perché no? Anche che uno voglia diventare il migliore di tutti. Oggi ti dico che sono d'accordo con lui: è fra i 5 migliori attaccanti del mondo. Ci sono poi i periodi di alti e bassi, ha bisogno di sentirsi bene con fisico e mente. Ha avuto dei problemi al Chelsea per esempio, ma non ha mai dubitato di sé stesso e questo perché appunto ha la consapevolezza della propria forza. Aggiungo una cosa".

Prego.

"La forza di un giocatore come lui si vede non soltanto nei gol che fa, ma anche nella capacità di portare la propria squadra ad un livello più alto. Ed è questo quello che lui fa. Non da solo, nessuno può farlo, ma con lui crescono anche i giocatori attorno a lui, perché Romelu trasmette loro questa mentalità vincente".

A proposito delle difficoltà avute in Inghilterra, che ne pensa?

"In Premier si è affermato ad alti livelli, e sappiamo il livello molto alto che c'è in Inghilterra e come questo paese vive il calcio. Credo che il fatto di essersi trasferito al Chelsea per 120 milioni sia stato un peso per lui. Non tanto per la cifra pagata, ma per le aspettative che ha creato: sembrava dovesse fare miracoli. In realtà poi il rendimento può dipendere da tante cose".

Cosa ha inciso, nel suo caso?

"L'ambientamento nella squadra, nello spogliatoio, il rapporto con  il mister. Come il tecnico voglia usarti e come voglia far giocare la squadra. Gli è arrivata una grande pressione addosso, poi lui stesso si è messo in una brutta situazione con le dichiarazioni che ha fatto sull'Inter e sull'Italia, che la gente non ha mandato giù. Ma non le ho viste come parole contro il Chelsea. Quando finiranno gli infortuni, rivedremo il miglior Lukaku".

Tornando al Mondiale: con Lukaku al 100% a cosa punta il Belgio?

"Credo che quando Lukaku sia in forma, porti il Belgio ad essere fra le migliori 4 nazionali attualmente, fra le favorite  per la vittoria. Le aspettative sono più basse rispetto al 2018, ci sono dei problemi da risolvere. Soprattutto difensivamente: quando trova equilibrio, questa squadra diventa molto pericolosa. In porta c'è un top come Courtois che abbiamo visto con il Real Madrid quanto possa fare la differenza. Abbiamo tanti grandi giocatori, non come la Francia, l'Argentina ed il Brasile - i verdeoro sono i veri favoriti in Qatar -, ma quando i nostri migliori 5-6 giocatori sono al top, possiamo sognare e sorprendere. Al momento ci sono diversi di loro che stanno pensando troppo agli infortuni e questo sarà un aspetto chiave".

Che ricordo ha del primo Lukaku, che ha avuto in nazionale?

"L'ho conosciuto che era molto giovane sì, giocava ancora all'Anderlecht. Poi è andato al Chelsea una squadra straordinaria piena di campioni. Non fu un momento facile quello perché spesso doveva accomodarsi in panchina e lui aveva molta voglia di diventare un campione. Parlai molto con lui e con la federazione di questo".

In che modo?

"In quel periodo volevo fargli capire che doveva avere pazienza e fare uno step alla volta nel suo percorso di crescita. Fin da subito è stato un attaccante dal grande feeling con il gol, ma che faceva anche un grande lavoro in campo, assist, aiuto alla squadra. A volte torna anche troppo a dare una mano, ama lottare. Poi è un bravo ragazzo. Tecnicamente è sempre stato bravo, per quel che si richiede ad un centravanti. A passare la palla di prima per esempio. Ovviamente è differente da altri attaccanti come Benzema e Halaand. Sapevo che sarebbe diventato uno dei migliori attaccanti del mondo, ed oggi lo è, oltre che uno dei migliori attaccanti della storia del Belgio".