Zanetti: "Simoni meritava di più. In Argentina stiamo ancora festeggiando..."
Javier Zanetti, ospite della presentazione dell’autobiografia di Gianluca Pagliuca, “Volare libero”, ha ricordato Gigi Simoni: “Era come un papà, una persona straordinaria. Difficilmente non davi tutto quello che avevi con lui, abbiamo vinto la Coppa UEFA e per i motivi che abbiamo detto non abbiamo vinto lo scudetto. Credo che meritasse di più”.
L’Argentina di Lautaro vi ha regalato grandi soddisfazioni.
“L'Argentina rappresenta il sogno di ogni bambino, quello di indossare almeno una volta la maglia della tua nazionale. Non credo che ci sia cosa più bella che rappresentare il tuo Paese in qualsiasi parte del mondo. Credo che in Argentina stiano ancora festeggiando. Ho avuto la fortuna di andare in Qatar con tutta la mia famiglia per il periodo del Mondiale e ho sentito un grande senso di appartenenza. È stata un'emozione talmente grande che abbiamo pianto tutti. Anche perché è stato un Mondiale con alcune sofferenze: a un certo punto sembrava che potessimo andar fuori, ma ricordo anche la parata di Martinez nella stessa finale. Quando è arrivata la vittoria, c'è stato un sfogo totale da parte di tutta la Nazione, che non attraversa un buon momento dal punto di vista economico e sociale. Questi ragazzi ci hanno dato un grande sorriso e una felicità immensa”.
Come si capisce quando è il momento di smettere?
“È meglio anticipare, io quando mi sono rotto il tendine d’Achille a 40 anni decisi che avrei dovuto smettere giocando. Ho fatto il mio percorso di recupero, quando sono tornato tutti i compagni mi hanno aspettato. Lì ho capito che sarebbe stata la mia ultima stagione e che la mia testa era pronta per il dopo. Poi l’Inter mi disse che avrei fatto il vicepresidente: grande felicità, ma anche grande responsabilità. Non pretendevo quel ruolo per la mia carriera, quindi mi sono iscritto subito alla Bocconi: mi sono preparato ed è stato subito un momento importante per me. Bisogna avere l’umiltà di capire che finisce una nuova carriera e inizia un nuovo tassello. Adesso sono felicissimo del percorso che sto facendo, mi sento utile per la società e non soltanto a livello sportivo, ma anche in altri settori”.
Cosa le manca ora?
“Gli allenamenti, il rapporto con i compagni. Non la partita”.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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