La vittoria di Parma non è bella ma è concreta. E sulla fascia destra serve un rinforzo

La vittoria di Parma non è bella ma è concreta. E sulla fascia destra serve un rinforzoTUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 21:58Editoriale
di Marta Bonfiglio

L'Inter vince a Parma 2-0 e tiene salda la vetta. Adesso aspetta il Napoli per giocare il big match domenica sera a San Siro. 

Ci sono vittorie che valgono più dei tre punti che consegnano alla classifica. Pesano di più per il modo in cui maturano, per il contesto tattico in cui nascono e per le difficoltà che costringono a superare. Il 2-0 dell'Inter a Parma rientra in questa categoria. Una partita mai davvero in discussione dal punto di vista dei pericoli corsi, ma tutt'altro che semplice da interpretare e risolvere.

Il Parma ha scelto fin dall'inizio una gara di applicazione difensiva: linee strette, poco spazio tra i reparti e un lavoro costante di schermatura delle linee di passaggio interne. Non ha creato occasioni, non ha mai realmente impensierito la porta nerazzurra, ma ha saputo rendere il palleggio dei nerazzurri più lento. È stata una partita di pazienza, più che di ritmo. L'Inter ha avuto il controllo del pallone per lunghi tratti, ma non sempre quello del gioco. Costretta spesso a muovere palla orizzontalmente, ha faticato a trovare verticalità e soluzioni pulite tra le linee. In questo senso, il valore della vittoria va letto proprio nella capacità di non forzare scelte sbagliate e di attendere il momento giusto per colpire. Quando lo ha fatto, la partita si è incanalata senza concedere nulla all'avversario.

Sono queste le vittorie che costruiscono una stagione: quelle in cui non c'è spazio per l'estetica, ma serve concretezza. Quelle in cui l'avversario non ti mette in difficoltà offensivamente, ma ti obbliga a giocare una partita diversa dal solito, più cerebrale, più controllata. L’Inter ha dimostrato maturità, mantenendo sempre equilibrio e ordine, senza mai perdere il controllo emotivo e tattico della gara.

Eppure, proprio partite come questa mettono in evidenza un limite strutturale che continua a ripresentarsi. Il match di Parma lancia ancora una volta un segnale chiaro: all'Inter serve un vero rinforzo sulla fascia destra. Contro una difesa così organizzata, la mancanza di un esterno capace di creare superiorità, saltare l’uomo o dare imprevedibilità è emersa in modo evidente.

Luis Henrique resta un profilo interessante e in crescita, ma è altrettanto evidente che il suo percorso è ancora lungo. Ha buone qualità fisiche e tanto potenziale, ma fatica a incidere quando il livello tattico della partita si alza. In una gara bloccata, dove servono giocate risolutive e tempi perfetti, la sua presenza non è stata determinante. Non per demeriti particolari, ma per limiti ancora naturali per un giocatore in fase di formazione. Serve intervenire su quella corsia. Serve un giocatore pronto, affidabile, capace di dare un'alternativa reale e di alzare il livello qualitativo contro difese chiuse.

Il 2-0 di Parma resta una vittoria solida, matura, figlia del controllo e della pazienza. Ma proprio perché arriva senza aver mai rischiato, diventa anche un promemoria chiaro su ciò che manca per rendere questa Inter ancora più completa.