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Lautaro, il primo allenatore: "Ha sempre avuto un fuoco dentro. Con Dybala..."

ESCLUSIVA - Lautaro, il primo allenatore: "Ha sempre avuto un fuoco dentro. Con Dybala..."TUTTOmercatoWEB.com
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lunedì 18 aprile 2022, 10:10Esclusive
di Daniele Najjar

Lautaro Martinez è a soli 2 gol dal migliorare il rendimento in campionato della sua fin qui miglior stagione in Italia, la scorsa, quando segnò 17 reti. Eppure, il Toro, ha alternato fasi molto prolifiche ad altre decisamente buie, nel corso dell'anno, motivo per il quale ha subito non poche critiche da addetti ai lavori e tifosi. 

Ma è giusto aspettarsi di più dall'argentino? E dove può davvero arrivare? Per capirlo meglio, abbiamo parlato con chi lo ha conosciuto agli inizi a Bahia Blanca, il tecnico Alberto "Pichu" Desideri, che lo fece esordire in prima squadra al Lanus. Era il 13 maggio del 2013: al 62° minuto il Club Atletico Liners stava perdendo in casa per 2 a 0 contro il Puerto Comercial, in sesta divisione argentina. Desideri fece esordire il quindicenne Lautaro Martinez il quale due minuti dopo aveva già portato il Liniers sull'1-2. Per la cronaca: la partita finì in parità.

"Già aveva la stoffa del grande giocatore" - spiega il tecnico - ", si vedeva che avrebbe potuto fare strada. Aveva un grande spirito di sacrificio e, rispetto agli altri, una più grande predisposizione ad apprendere le cose che gli venivano insegnate. E questa è stata una cosa importante per lui. posto che il suo livello, quando era giovane e lo abbiamo lanciato in prima squadra, era già buono. Per genetica, diciamo. Ma se ti devo parlare di qualcosa che mi colpì di lui e che mio ricordo, era appunto la sua disciplina e voglia di imparare, oltre alle qualità tecniche".

Anche contro lo Spezia, dopo il gol, ha sfogato la solita grande rabbia e voglia di segnare. Da dove gli arriva questo carattere?

"Lo ha sempre avuto, è sempre stato un ragazzo competitivo, che non voleva perdere nessuna partita. Non gli piaceva perdere, quando prendevamo gol si vedeva che faceva di tutto per recuperare il risultato nel minor tempo possibile. Era un ragazzo di grande temperamento, come è rimasto oggi, ma con un atteggiamento positivo, predisposto alla vittoria. Aveva questo fuoco dentro, per guidare la squadra alla vittoria con i suoi gol".

Lautaro alterna fasi molto prolifiche ad altre più difficoltose: a livello mentale può crescere ancora?

"Finché ha giocato in Argentina, nelle giovanili del Lanus, in prima squadra e poi nel Racing, devo dire che ha sempre avuto grande continuità dal punto di vista realizzativo. Tanto è vero che ha conquistato subito anche la Nazionale argentina, dove pure segna con frequenza. Non ha mai avuto questo problema di avere dei periodi di "magra", diciamo così. Quindi andrebbe conosciuta meglio la sua situazione interna per sapere come mai ora gli succede di avere questi periodi no".

La coppia che forma con Dzeko le piace?

"Quando devi formare una coppia di attaccanti nuova, sai che devi investire molti soldi, dunque non è facile, per poi lavorare molto sull'affinità. Con Lukaku rendeva molto bene l'accoppiata, ma non è mai bello fare paragoni. L'importante è che si possa adattare al compagno che ha ora o che avrà in futuro, così come il contrario. Ma in questo discorso entrano anche i centrocampisti e la loro capacità di accompagnare il gioco, per facilitare il lavoro degli attaccanti. Tutto dipende dalla disposizione tattica e da come la squadra è impostata. Lautaro però sono sicuro che non ha grandi problemi da questo punto di vista, né mai ne ha avuti, perché ha una grande capacità di associarsi ai compagni".

Dove crede che possa ancora migliorare come attaccante?

"Ha migliorato tantissimo il gioco aereo rispetto a quando l'ho conosciuto io,  ora è davvero fortissimo di testa. Giocando all'Inter ci sono sempre aspetti nei quali puoi migliorare. Sulla tecnica individuale ha già una buona base, ma forse può crescere ancora".

Si parla molto del possibile arrivo di Dybala: come vedrebbe la coppia con il Toro?

"Con Dybala può integrarsi bene, sono due grandi giocatori. Con Paulo poi gli verrebbe facile giocare  secondo me, perché lui si inventa sempre grandi giocate per smarcare i compagni d'attacco, cosicché Lautaro avrebbe sicuramente più facilità di segnare".