Kovacic può davvero tornare all'Inter? Ecco cosa dicono i precedenti sul 'ritorno all'ovile"
Fra i vari centrocampisti associati all'Inter, durante l'attuale sosta per le Nazionali, figura anche il nome di Mateo Kovacic. Con un contratto in scadenza nel 2027, il calciatore del Chelsea potrebbe divenire un'opportunità di mercato per varie squadre (europee e non) intenzionate a incrementare il tasso di esperienza presente in rosa. Ma, per addentrarci nel mondo Inter, quanto c'è davvero di concreto in merito all'interesse dei nerazzurri per il calciatore croato, nell'ottica di un clamoroso ritorno? E qual è la tendenza del club nerazzurro rispetto all'idea di vivere matrimoni 2.0 con suoi ex giocatori?
I precedenti e la strategia attuale
Nell'analizzare il fenomeno dei "ritorni", in casa interista, ci si avvede della mancata sussistenza di una tendenza dell'Inter a riportare a Milano suoi ex calciatori, per quanto entusiasmante possa essere il ricordo lasciato in nerazzurro. Si pensi al caso di Ivan Perisic, propostosi a più riprese alla società meneghina in vista di un possibile ritorno a gennaio o in estate, ma mai realmente vicino al ritorno all'Inter. La scelta ha una radice orientata al futuro, piuttosto che al presente: non è messo in discussione il valore tecnico del calciatore, bensì la sua futuribilità. Ecco perché, quando si parla di ritorni, ha senso riprendere in considerazione il caso di Joao Cancelo. Il calciatore lusitano, per quanto non rappresenti un "giovane talento", avrebbe potuto garantire un rendimento di alto livello per un maggior numero di stagioni - essendo un classe 1994 - rispetto a Perisic.
Lo scenario
Il confronto Cancelo-Perisic racconta qualcosa anche a proposito di Kovacic, a maggior ragione se si considera che quest'ultimo ha dovuto rinunciare a prendere parte a 35 gare - tra City e Croazia - nella stagione 2025-2026. Il ricordo positivo e, per certi versi, "romantico" dei tifosi resterà sempre, dati gli sprazzi di talento puro che Kovacic è stato in grado di offrire in un'epoca nella quale l'Inter navigava in acque tutt'altro che dolci, ma questo non può incidere sulle strategie di mercato della dirigenza nerazzurra. A rilevare, in questo scenario, saranno solo le esigenze e i bisogni esistenti nel presente e immaginati in vista del futuro.

