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Inter, la difesa non funziona: dal 2022 mai così male

Inter, la difesa non funziona: dal 2022 mai così maleTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 21:30Corsivo
di Matteo Rizzi

Otto gol subiti in cinque giornate di campionato. Ma il dato che deve far riflettere l'Inter non è soltanto quello delle reti incassate. È soprattutto il modo in cui sono arrivate. La squadra di Cristian Chivu è infatti già stata costretta a rimontare situazioni pesantissime contro Napoli, Udinese e Roma. In tutti e tre i casi i nerazzurri si sono ritrovati sotto di due gol, riuscendo poi a reagire e a evitare la sconfitta.
Una capacità di reazione che rappresenta un punto di forza, ma che non può diventare una costante. Una squadra che vuole competere su tutti i fronti non può pensare di iniziare regolarmente le partite concedendo un vantaggio così ampio agli avversari.

UN SOLO CLEAN SHEET

Il bilancio dopo cinque giornate è chiaro: otto reti incassate e un solo clean sheet, quello ottenuto a Cagliari. Una media di 1,6 gol subiti a partita, alta per una squadra con ambizioni importanti. E il problema non sembra essere legato a una rivoluzione della rosa. La difesa dell'Inter è rimasta sostanzialmente quella della passata stagione, così come il 3-5-2.Il cambiamento più significativo sulla fascia è stato l'addio di Dumfries, sostituito da un Diouf che ha qualità e margini di crescita ma che deve ancora assimilare completamente i meccanismi della fase difensiva.
L'unica vera differenza in confronto alla formazione dello scorso anno è stato l'inserimento di Curtis Jones. John Stones è stato subito frenato da un problema fisico che gli ha impedito di inserirsi con continuità. Per il resto, Chivu sta lavorando con la stessa squadra, con Martinez tra i pali e senza Spence.

CARATTERE

La filosofia di Chivu è evidente: l'Inter vuole essere aggressiva, attaccare con tanti uomini e mantenere un atteggiamento propositivo. nelle conferenze ha ripetuto più volte il concetto di voler dominare le partite. Il rischio è però quello di concedere troppo nelle transizioni, soprattutto quando la squadra perde equilibrio.
Il problema, quindi, non sembra essere nei singoli ma nell'equilibrio generale della squadra. Bisseck viene spesso coinvolto nelle avanzate, Diouf sta ancora imparando quando spingere e quando restare più prudente, mentre la condizione fisica non sembra ancora quella ideale per tutti.
L'aspetto positivo è evidente: l'Inter non si arrende mai. Ma proprio le tre rimonte dopo lo 0-2 rappresentano anche il principale campanello d'allarme. Rimontare è una qualità. Dover rimontare continuamente è un problema. Chivu dovrà lavorare proprio su questo, perché la squadra ha già dimostrato di avere la qualità per recuperare. Ora deve evitare di trovarsi ogni volta nella condizione di doverlo fare.