Romano e Chiesa: due segnali in continuità con la politica di Marotta. Nell'estate del 2026, un unicum
Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari che ha disputato un autorevole inizio di stagione in Serie A, non ha avuto dubbi: alla chiamata del CT dell'Italia, Roberto Mancini, ha risposto presente, dicendo così addio all'ipotesi di indossare la maglia della Svizzera.
La prima gara con la maglia azzurra non è stata entusiasmante, sia sotto il profilo della prestazione individuale sia su quello del risultato finale (2-0 per il Belgio), ma ciò non deve in alcun modo rappresentare una motivazione per ridurre la fiducia riposta nel calciatore del club sardo. Al contrario, in linea con la nuova linea della Nazionale italiana, occorre immediatamente guardare avanti nella convinzione che il match contro il Belgio sia stato un mero incidente che avviene naturalmente nel percorso di maturazione di un giovane talento.
Il duplice interesse dell'Inter: continuità strategica
Proprio Romano rappresenta un oggetto del desiderio dell'Inter, da sempre attenta al percorso dei talenti azzurri, in vista della prossima stagione. Oltre al centrocampista del Cagliari, la dirigenza nerazzurra continua a monitorare anche il profilo di Federico Chiesa, il quale non riesce a trovare lo spazio auspicato al Liverpool. L'idea di effettuare due nuovi innesti di nazionalità italiana si inserisce nel quadro della tradizionale attenzione riposta dal Presidente Giuseppe Marotta nei confronti dei calciatori azzurri (in specie, a quelli in rampa di lancio, come Romano), di cui si è vista una traccia soltanto minima nell'ultima sessione estiva di mercato (con l'arrivo del solo Ivan Provedel). Un'eccezione, quest'ultima, considerando anche quanto sia stato vicino l'ingaggio di Marco Palestra dall'Atalanta - poi sfumato a causa dell'inserimento decisivo del Chelsea.

