"Da cantiere aperto" a "porta chiusa": la metaformosi dell'Inter di Chivu

"Da cantiere aperto" a "porta chiusa": la metaformosi dell'Inter di ChivuTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 08:45Rassegna Stampa
di Michele Maresca

L'Inter di Cristian Chivu sta dimostrando, in discontinuità con quanto ritenuto da molti tifosi e addetti ai lavori circa le presumibili difficoltà del primo anno del tecnico rumeno sulla panchina di una big, di essere una macchina infermabile. Del segreto dei successi dei nerazzurri, il cui inizio era stato tutto tranne che impeccabile, è l'edizione odierna del Corriere dello Sport, che individua nella rinnovata forza difensiva della compagine meneghina una delle chiavi della svolta.

Le origini del cambiamento

La squadra di Chivu inizia il suo Campionato subendo 6 reti nelle prime tre gare, frutto dell'1-2 di San Siro contro l'Udinese e del beffardo 4-3 con cui la Juventus si impone allo Stadium contro un'Inter ottima nel gioco ma debole nella gestione dei momenti decisivi. Partono, così, le riflessioni: la domanda principale è se Chivu sia l'uomo giusto per ripartire dopo le amarezze del finale di stagione, difficili da digerire per qualsiasi sportivo. Non mancano anche le polemiche, con la scelta della dirigenza nerazzurra di puntare sul tecnico rumeno che viene indicata da taluni come "la causa primaria delle difficoltà".
Poi cambia tutto: Chivu dimostra di avere in sé, nonostante la breve esperienza fino a quel momento maturata in Serie A, gli strumenti per attuare il disegno di rinascita voluto dalla società meneghina.

Una capacità che si concreta nel ridefinire la fisionomia del reparto arretrato in senso più aderente al suo calcio. E i numeri non mentono, come ricordato dal giornale romano: "l'Inter passa da 1,08 gol presi a partita a 0,79". Una dimostrazione plastica di come Chivu, crescendo con la sua Inter, sia stato capace di ribaltare lo scetticismo iniziale grazie alla forza delle sue idee e al coraggio di applicarle.