Inter, la parola d'ordine è rinnovamento. Il Messaggero Veneto: "Sucic come un veterano"

L'Inter ha deciso di impostare la sua strategia nella finestra estiva di mercato al fine di soddisfare un bisogno primario della rosa: ridurre l'età rosa dell'organico nerazzurro. Con 29.1 anni, la compagine meneghina aveva infatti l'età media più alta della Serie A e una delle più alte in Europa.
Per sostenere i ritmi del nuovo calcio e continuare a guardare a ogni competizione come un'occasione per arricchire la propria bacheca, in linea con le direttive del fondo americano Oaktree, la dirigenza dell'Inter si è messa al lavoro per definire un combinato disposto di entrate e cessioni che fosse idoneo a modificare la realtà precostituita.
I risultati si sono visti non solo dal punto di vista formale, anagrafico, ma anche su quello sostanziale. Il campo ha infatti offerto la prova plastica di come, a prescindere dalla carta d'identità, un calciatore forte possa essere in grado di incidere in contesti di un certo peso pur non avendo una grande esperienza alle spalle. Ciò è rappresentato nell'edizione odierna de Il Messaggero Veneto, con un'attenzione peculiare all'impatto di Petar Sucic in nerazzurro: "Il 21enne croato, prelevato dalla Dinamo Zagabria, ha trovato sùbito le giuste connessioni con Barella e con Mkhitaryan, facendo dimenticare ai più l'assenza di un professore come Calhanoglu, che rientra oggi con l'Udinese".
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