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Pistocchi su Inzaghi: "Finito l'effetto-Conte, c'è anarchia. La società è assente"

ESCLUSIVA - Pistocchi su Inzaghi: "Finito l'effetto-Conte, c'è anarchia. La società è assente"TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 19 settembre 2022, 18:45Esclusive
di Daniele Najjar

Tre sconfitte nelle prime sette giornate (quattro in nove partite, considerando anche la Champions): l’Inter targata 2022/23 ha regalato poche luci e molte ombre fino a qui. Ed ora, che è arrivata la sosta per le nazionali, è tempo di fare le prime riflessioni.

Nell’occhio del ciclone ci sono finiti in tanti, dall’allenatore ai giocatori, fino alla società. Ad incassare le maggiori critiche è sicuramente il tecnico Simone Inzaghi, il quale però non è a rischio esonero per il momento. Fiducia “a tempo” insomma: i risultati, da qui alla pausa invernale per il Mondiale in Qatar, dovranno subire una decisa sterzata.

La redazione de L’Interista ha contattato in esclusiva il giornalista Maurizio Pistocchi, per parlare del clima pesante in casa nerazzurra e del futuro della panchina.

Maurizio, cosa si è rotto, se si è rotto qualcosa?

“Credo che i numeri dicano sempre tanto ed anche in questo caso siano indicativi. L’Inter l’anno scorso, dopo 7 giornate, aveva 17 punti, ora 12. Aveva fatto 22 gol, ora 13 e subito 8 reti, ora 11. Le sconfitte erano state zero, ora già 3”.

Cosa dicono questi numeri?

“Che l’Inter ha una squadra senz’altro inferiore a quella dello scorso anno. C’è un detto che dice: “Il campo coltivato dal bravo contadino, può dare buoni frutti per molto tempo”. Conte ha coltivato molto bene nei due anni in cui è rimasto a Milano”.

Dunque Inzaghi ha beneficiato del suo lavoro.

“Sentivo dire lo scorso anno che la squadra era più libera rispetto a quella di Conte. Per me la libertà in uno sport come il calcio spesso diventa anarchia, quella che si vede oggi. C’erano state avvisaglie, perché nel momento topico della passata stagione i nerazzurri hanno raccolto 6 punti in 7 partite. Oggi si è persa di vista l’idea di gioco, altrimenti certi gol non si subiscono. Aggiungo una cosa”.

Prego.

“Certe cose mi lasciano esterrefatto. Sostituire gli ammoniti, addirittura dopo mezz’ora di gioco… è una cosa dannosa e pericolosa. Per due motivi. Anzitutto la squadra rischia di rimanere senza giocatori importanti nei momenti decisivi. Poi cala l’autostima dei giocatori. Vedi Bastoni: che messaggio gli arriva se non quello che il tecnico non lo reputi abbastanza maturo per gestire un cartellino giallo?”.

Ha parlato di anarchia tattica. Ma Inzaghi ha in mano lo spogliatoio? E’ stato preoccupante il calo dopo il pareggio dell’Udinese, ieri.

“Domanda difficile, non sappiamo cosa accada dentro lì. Inzaghi è stato preso da Marotta seguendo una logica che aveva già seguito a Torino: sostituire un allenatore come Conte, con un gestore”.

In che senso, “gestore”?

“Una squadra è già ben avviata, prendo un allenatore che non stravolga i dettami tattici, ma che sia più conservativo. All’inizio la squadra è andata alla grande, ma anche con Conte a lungo era andata così bene. Stava a Inzaghi, insomma, aggiungere il suo. Perché è vero che sono partiti giocatori come Lukaku e Hakimi, ma sono arrivati sostituti forti. Dumfries ha fatto bene, Dzeko è un playmaker dell’attacco, pur se diverso da Romelu. Ora il momento è critico, così come per Juventus e Roma”.

Se Inzaghi dovesse essere rimosso dall’incarico, vede nomi credibili come "traghettatori"? Stankovic o Cambiasso lo sarebbero, per esempio?

“In realtà ci sono a disposizione nomi di primissimo livello: Tuchel e Bielsa sono top manager. Ma anche Ballardini è bravissimo, ha sempre fatto meglio di chi lo ha preceduto e succeduto, vuol dire molto. Con tutto il rispetto per Stankovic che è agli inizi e Cambiasso che è senza esperienza”.

Un nome forte, insomma.

“So bene poi che poi oltre a fare i nomi bisogna considerare che serve anche conoscere il calcio italiano e che si parlerebbe di un subentro in corsa. E so che uno come Ballardini non verrà preso in considerazione perché non è un grande nome. Ma era per dire che di allenatori bravi ce ne sono”.

L’Inter comunque si dice voglia dar tempo al tecnico fino al Mondiale, almeno.

“La squadra ha tutte le potenzialità per uscire dalla crisi. Non mancano i giocatori forti, ma la gestione va rivista. L’Inter oggi ha poche idee e ancor meno personalità. I dirigenti sono contenti del gioco che stanno vedendo?”.

Improbabile.

“Sono stati messi in discussione giocatori importanti della storia recente. Ma si vede che la società è percepita come assente. Guarda un giocatore esperto come Mkhitarian, che esce senza nemmeno guardare in faccia Inzaghi. Bastoni che prende a calci il seggiolino. Gesti che fanno pensare”.

I calciatori che responsabilità hanno?

“Sai, loro non vanno mai in campo per perdere. Ma oltre a metterci impegno, devi avere l’abitudine a fare certe cose. E poi ricordo un episodio: a campionato già vinto, Conte che sostituisce Lautaro, entrato da poco, prendendolo poi 'a parole' a causa di una sua reazione negativa. Teneva tutti sul pezzo”.

Il ritorno di Lukaku può dare una scossa positiva?

“Sicuramente, ma credo che i problemi siano soprattutto nella fase difensiva. L’ultimo gol subito a Udine è imbarazzante. Arslan è entrato indisturbato, poi Barella lo ha visto e lo ha lasciato andare. Va cambiato atteggiamento e vanno recuperati certi valori. Sento dire che Skriniar è distratto dal mercato. Non è così, dipende solo dal lavoro settimanale”.

Che soluzioni si aspetta nell'immediato?

"Basterebbe poco per me, riordinare le idee dal punto di vista tattico per esempio. Passare al 3-4-1-2, con un giocatore ad inventare dietro le punte, anche abbassando Correa. L'importante credo sia sempre l'idea di gioco, perché sento parlare spesso del risultato. Si può vincere con un solo tiro giocando male, ma alla lunga non va bene".