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Aronica: "Inzaghi paga il poco turnover. Napoli da scudetto, ma Inter superiore a tutti"

ESCLUSIVA - Aronica: "Inzaghi paga il poco turnover. Napoli da scudetto, ma Inter superiore a tutti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport
venerdì 19 novembre 2021, 11:53Esclusive
di Daniele Najjar

Le condizioni, diciamolo, potevano essere migliori: l'Inter arriva ad un appuntamento che appare cruciale per il prosieguo della stagione, ovvero la sfida di domenica sera contro il Napoli, con una serie di "asterischi" vicino ai nomi dei calciatori arruolabili. Fra chi, come Dzeko, Lautaro e Bastoni, è uscito non al meglio dalle sfide con le proprie nazionali (ma sembrano tutti e tre pronti a giocare), chi come Barella mostra di aver speso tante energie a causa del poco turnover e chi, invece, come De Vrij e Sanchez, ha dovuto alzare bandiera bianca causa infortuni più seri. 

Per parlare del match di San Siro, la redazione de L'Interista ha contattato in esclusiva l'ex difensore azzurro, Salvatore Aronica. 

L'Inter affronta il Napoli. Gli Azzurri come stanno?

"Il Napoli sta bene dal punto di vista fisico, mentale e tecnico. L'unico problema si potrà verificare a gennaio a causa della Coppa d'Africa, bisognerà vedere la reazione del gruppo alle assenze importanti che ci saranno. Ora come ora ha dimostrato di potersi sedere al tavolo delle contendenti".

L'Inter la vedi ancora fra le favorite?

"L'Inter credo sia in corsa al 100%. Inzaghi è stato bravo a dare continuità al lavoro di Conte, cercando di far dare ai calciatori qualcosa in più. A livello di rosa i nerazzurri hanno qualcosa in più delle altre".

Spesso la squadra di Inzaghi offre ottime prestazioni, facendo fatica a chiudere il discorso. Solo sfortuna o c'è altro?

"Credo che le manchi qualcosa a livello di fame, ci sta dopo aver vinto uno scudetto. E' vero che sta pagando anche le fatiche di alcuni giocatori impiegati su più fronti. Non avendo fatto grande turnover paga qualcosa. Inzaghi lavorerà su questo aspetto per cercare di portare a casa il risultato sia negli scontri diretti che con le piccole, per vincere serve questa continuità".

Oggi gli Azzurri sono una realtà consolidata, pronta a vincere. Tutto nacque nel tuo Napoli, con Mazzarri?

"Nel 2008 arrivai a Napoli e l'anno successivo arrivò Walter. Era una squadra pronta a rinascere dopo la risalita in A, c'era voglia di misurarsi con i top club, ma andandoci cauti. Con un monte ingaggi diverso a quello di oggi, era una squadra più operaia, quella squadra riuscì a dire la sua a livello europeo. Ricordo la vittoria in Coppa Italia contro la Juve di Conte. C'era grande passione in tutto l'ambiente, grande voglia di fare bene. Con Mazzarri iniziammo questo trend positivo che riportò in alto il club".

Hai vissuto grandi sfide contro l'Inter, in anni in cui i nerazzurri erano i padroni assoluti del campionato italiano.

"Ebbi la fortuna di vivere grandi sfide contro l'Inter, ricordo in particolare un 1-1 contro l'Inter del Triplete piena zeppa di campioni, Zanetti, Milito, Sneijder... grazie quel pari ci qualificammo in Champions. Una grande festa a fine partita. Un posticipo serale con il San Paolo gremito, per noi strappare quel punticino rappresentò un traguardo storico".

A proposito della passione dell'ambiente, tu che l'hai vissuta: come si percepiva in spogliatoio la voglia di tornare a vincere da parte della città?

"A differenza delle altre grandi città italiane, Napoli ha un'unica fede, non ci sono due squadre che spaccano la tifoseria. C'è grande amore e grande passione. Si parla del Napoli calcio dal lunedì mattina alla domenica sera. Ti lascio immaginare con due testate giornalistiche, 5 tv private, due radio... è un pubblico che non ti abbandona mai. Che giochi con la prima o con l'ultima hai 60 mila tifosi a spingerti. Questa potrebbe essere un'arma in più per una squadra che ha tutte le carte in regola per vincere".

Rinnovo di Insigne: tu lo hai conosciuto, quanto incide per lui questa questione e quanto ci tiene a rimanere a Napoli?

"Lo conobbi giovanissimo, conosco il legame che ha con la sua città, la voglia, la passione. Credo che in questo mondo dorato del calcio, a prescindere dal lato economico e dalle difficoltà legate alla pandemia, il Napoli debba fare un piccolo sforzo per accontentarlo. Più che accontentarlo in tutto e per tutto però, servirebbe un venirsi incontro da entrambe le parti, sarebbe un rinnovo che porterebbe gioia a tutto l'ambiente, permettendogli di rimanere a vita con gli Azzurri".