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Sabatini: "Se sei il presidente dell'Inter devi tenerla a un certo livello, altrimenti cedi"

PODCAST - Sabatini: "Se sei il presidente dell'Inter devi tenerla a un certo livello, altrimenti cedi"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 26 novembre 2021, 14:22Podcast
di Adele Nuara

Alle frequenze di Radio Nerazzurra è intervenuto Sandro Sabatini che ha parlato della prova delle italiane nell'ultimo turno di Champions League: "Direi che l'Inter del dopo Conte e dopo Lukaku, perché Eriksen e Hakimi non sono stati rimpiazzati a dovere, sta facendo meglio dell'Inter di Conte e Lukaku. Complimenti a Inzaghi e Dzeko quindi sia per il gioco che per i risultati. I tifosi dell'Inter possono essere solo contenti dalla stagione finora confezionata dalla squadra e dalla società che ha portato a casa un bilancio che da una parte permette a Zhang di far fronte ai debiti e dall'altra consente di andare avanti con una formazione che è dignitosissima anche in chiave scudetto".

Le italiane faticano però a vincere in Europa. Anche quest'anno sarà così?
"L'ultimo successo dell'Inter era annunciato perché era più difficile battere il Barcellona che il Bayern, e anche la Juve ha fatto le spese anni dopo contro quel Barcellona che era mostruoso. Poi adesso può verificarsi che quattro italiane vadano agli ottavi, è tutto aperto all'ultima giornata".

In testa alla classifica ci sono tre allenatori che non hanno mai vinto lo Scudetto. Allegri, Mourinho e Sarri sono sotto. Merito delle squadre costruite meglio?
"Pioli è cresciuto, ha fatto anni di sofferenza all'Inter dove la punta di diamante era Gabigol. Qui invece ha Ibrahimovic. Il valore della squadra è fondamentale. Io ho sempre stimato Pioli per quanto fatto in carriera. Nel caso di Inzaghi c'è una enorme sottovalutazione dei risultati ottenuti alla Lazio".

Inzaghi è diverso da gente che ha vinto all'Inter come Herrera, Trapattoni, Mourinho e Conte.
"Ma io ricordo Gigi Simoni e la sua Coppa Uefa vinta con una grande gestione dello spogliatoio e alzando la voce solo una volta in occasione di quella gara contro la Juve col famoso Iuliano-Ronaldo. La gestione degli uomini è importante tanto quanto una diagonale ben fatta o uno schema su calcio piazzato. Per quanto riguarda Inzaghi, lui arriva a Milano come 'tecnico che non alza la voce', anche perché la perde spesso (ride, ndr) ma si fa sentire. Alcune volte sbaglia, come l'ammonizione presa contro il Napoli su un rigore che alla fine è stato concesso: bisogna star calmi perché farsi ammonire per un rigore dato non va bene. Come Allegri che corre sulla linea laterale per accompagnare un contropiede della Juve sul 2-0 non mi sembra una scena degna di allenatori bravi come loro. Però Inzaghi è un ottimo allenatore, uomo, gestore e tattico".

Per quanto riguarda i cambi?
"Poi se parliamo di cambi apriamo un nervo scoperto. È stato spesso criticato per le sostituzioni in cui ha fatto spegnere l'Inter come al derby o nella gara contro il Napoli. Contro il Sassuolo invece ha ricevuto i complimenti per i cambi azzeccati ma era partito con un'Inter diversa, senza Dzeko e altri titolari che poi messi in campo sono risultati decisivi. Quando metti in campo Sanchez, Vidal, Gagliardini è diverso. Se fai turnover all'inizio e metti dopo i titolari, migliori la squadra. Se invece al 70esimo inizi a pensare allo Shakhtar, legittimamente, e fai altri cambi, peggiori la squadra".

Ti aspetti un cambio societario entro un anno?
"Non so la risposta ma la cosa più logica sarebbe cedere. Se vuoi fare il Presidente dell'Inter devi assicurarti di tenerla a un certo livello. Se l'Inter deve diventare il tuo bancomat, non va bene. Secondo me le domande dei tifosi sono giuste".

Sei favorevole al nuovo stadio o pensi che San Siro debba essere rimodernato?
"Sono combattuto perché incontro tifosi che dicono che non si può buttare giù un monumento come San Siro ma quando parla il sindaco Sala lo ascolto con il rispetto che merita. Se lui dice che tenere in piedi San Siro costa dai cinque ai dieci milioni all'anno, dico che probabilmente è giusto così allora. Ovviamente mi fa impressione dirlo perché San Siro è un monumento, è poesia, ma se non si può ristrutturare, bisogna trovare un'altra soluzione".