Zanetti: "Moratti è famiglia. Simoni era un padre, Mourinho un leader convincente"

Zanetti: "Moratti è famiglia. Simoni era un padre, Mourinho un leader convincente"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:00News
di Antonino Sergi

Un tuffo nel passato per Javier Zanetti nel corso dell'intervista rilasciata ai microfoni del Corriere dello Sport questa mattina: "Ho saputo sfruttare un’opportunità. Dal Banfield all’Inter, il top, capirai, mi sono impegnato e curato. All’arrivo a Milano i giornalisti non mi considerarono aff atto, trasparente, per loro ero l’accompagnatore di Rambert".

Moratti, Thohir, Zhang e Marotta con Oaktree.
"Moratti è famiglia. Un rapporto, il nostro, che va molto oltre quello tra presidente e giocatore o dirigente. E quando dico Moratti intendo i Moratti, a partire da Massimo".

Del quale eri indiscutibilmente il favorito.
"Dimentichi il Chino (Recoba, nda), eravamo in due. Hai detto una trentina di allenatori?".

Li contiamo?
"Mi fido, in una sola stagione ne ho avuti quattro".

Il legame più forte?
"Mourinho, senz’altro, è sempre con me, abbiamo fatto qualcosa di indimenticabile e forse irripetibile. E poi Gigi, che purtroppo non c’è più. Simoni un padre, rendeva tutto semplice. José invece è un leader, molto convincente, persuasivo. Ricordo la prima telefonata".

Prego.
"Giugno, sto rientrando in Argentina e faccio scalo a Fiumicino. A un certo punto ricevo una chiamata da un numero portoghese. “Sono José Mourinho. Ho appena fi rmato per l’Inter, sarai il mio capitano, mi scuso se non parlo bene l’italiano”. Lo parlava benissimo. Diretto, leale, un allenatore straordinario".

Simoni il più semplice. E il più complicato?
"Zaccheroni ci faceva fare tanta tattica. Anche un’ora di seguito. Il problema per noi giocatori era riuscire a mantenere la concentrazione per tutto quel tempo".