Si chiude un 2025 con luci e ombre, ma da ricordare: il bilancio dell'anno solare dell'Inter

Si chiude un 2025 con luci e ombre, ma da ricordare: il bilancio dell'anno solare dell'InterTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 14:00News
di Alessandra Stefanelli

Si chiude il 2025 dell’Inter e, al netto dei trofei mancati, il bilancio racconta una stagione tutt’altro che banale. I nerazzurri archiviano l’anno da capolisti, con una vittoria pesante a Bergamo che certifica maturità, continuità e una nuova identità in costruzione sotto la guida di Cristian Chivu.

Il 2025 è stato l’anno della transizione consapevole. L’addio a un ciclo tecnico importante non ha prodotto scosse telluriche: l’Inter ha scelto una linea più sobria, meno urlata, fondata su equilibrio, gestione dei momenti e valorizzazione del gruppo. Non sempre spettacolare, ma spesso efficace. La squadra ha imparato a vincere anche le partite sporche, quelle in cui non tutto gira, e questo spiega perché oggi sia davanti a tutte.

Il simbolo resta Lautaro Martinez. Leader tecnico ed emotivo, decisivo nei momenti chiave, riferimento costante in un attacco che ha trovato nuove risorse. Thuram ha garantito profondità e lavoro, mentre il 2025 ha consegnato all’Inter una certezza inattesa ma preziosa: Francesco Pio Esposito, capace di incidere da subentrante con personalità e lucidità, come nei grandi.

Non sono mancate le ombre. La difficoltà a chiudere le partite, il ricorso frequente alla difesa del risultato negli ultimi minuti, qualche occasione sprecata di troppo. Dettagli che non hanno compromesso il cammino, ma che restano il margine di crescita più evidente.

In una Serie A cortissima, con Milan e Napoli a ridosso e la Juventus in scia, chiudere l’anno in vetta non è un trofeo, ma è un segnale forte. L’Inter del 2025 non ha ancora dominato, ma ha dimostrato di saper reggere la pressione, di saper cambiare pelle e di avere una base solida su cui costruire.