La rinascita di Zielinski, da riserva a intoccabile: il primo acquisto è già in casa
La prima stagione interista di Piotr Zielinski è stata deludente, se rapportata alle grosse aspettative con le quali era arrivato nell'estate del 2024 all'Inter che lo aveva prenotato con diversi mesi d'anticipo fiutando il mancato rinnovo con il Napoli per cogliere l'occasione a parametro zero. Nelle intenzioni del club doveva rappresentare il primo ricambio nelle rotazioni, la vera alternativa di lusso: un asso nella manica da calare al momento giusto.
Il corso delle cose ha raccontato ben altro: con Inzaghi la scintilla non è mai scoccata, la riluttanza a cambiare l'undici tipo da parte del tecnico piacentino, restio a privarsi dei suoi uomini di fiducia, sommati a ripetuti fisici non seri ma comunque fastidiosi ne hanno limitato notevolmente l'impatto tanto da farlo finire addirittura in terza fila, citando le parole pronunciate dallo slovacco al termine dell'ultima gara di Bergamo.
Da quando in panchina siede Cristian Chivu tuttavia la musica è cambiata in maniera drastica: incassata la fiducia del romeno, si è cominciato a rivedere quel giocatore finora rimasto nascosto, tra i grandi protagonisti della cavalcata scudetto con la formazione partenopea allora guidata da Luciano Spalletti.
A dire il vero anche nei primi mesi del nuovo corso il suo utilizzo non è stato così frequente, ma nel frattempo qualcosa è successo: lo status all'interno della rosa è mutato. Le presenze dal primo minuto sono aumentate e con esse anche la qualità delle prestazioni, agevolate da una continuità di impiego finora mai avuta. Ad oggi va considerato a tutti gli effetti il terzo titolare della mediana, al fianco dei totem Barella e Calhanoglu. Per una serie di ragioni differenti fra loro Mkhitaryan, Sucic, Frattesi e Diouf sono scivolati indietro nelle gerarchie.
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