Omicidio Boiocchi, arrestato Nepi già condannato nel processo 'Doppia Curva'
Continua a tenere banco anche l'inchiesta 'Doppia Curva' e tutte le indagini che ne derivano. Secondo quanto racconta oggi TuttoSport, è stato arrestato anche Mauro Nepi, l'ultimo presunto complice nell'omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultras dell'Inter freddato a Milano il 29 ottobre 2022. Secondo la Procura di Milano, Nepi avrebbe consegnato al capo ultras Marco Ferdico, tramite Daniel D'Alessandro (ritenuto, con Pietro Andrea Simoncini, uno dei due esecutori materiali), un borsone contenente 50mila euro, compenso pattuito per il delitto su mandato di Andrea Beretta, ritenuto il mandante dell'agguato.
Nelle dodici pagine dell'ordinanza - continua il quotidiano - si ricostruisce il ruolo di Nepi, già condannato a 4 anni e mezzo nel processo 'Doppia Curva' per traffici illeciti e violenze legate al tifo organizzato nerazzurro. In passato il gip Daniela Cardamone aveva respinto due richieste di arresto nei suoi confronti, ma nuove testimonianze avrebbero cambiato il quadro.
In particolare, un colloquio in carcere tra Nepi e Ferdico - ex capo della Nord, condannato a 8 anni per l’inchiesta Doppia Curva e accusato di aver organizzato, con suo padre, la logistica dell’omicidio Boiocchi - avrebbe evidenziato la volontà di Nepi raccontare in prima persona la verità ai magistrati, al punto di chiedere a Ferdico di non tirarlo in mezzo. Nell'interrogatorio del 17 gennaio scorso, Nepi avrebbe poi confessato il proprio coinvolgimento, confermando la partecipazione a un incontro con Beretta e Ferdico nella base operativa del gruppo, un chiringuito a Carugate, in cui si sarebbe passati dalla fase di pianificazione all'attuazione dell'omicidio. Secondo la gip, Nepi avrebbe ricevuto, prima di consegnare il borsone, la confidenza di Beretta sulla volontà di eliminare Boiocchi per evitare ritorsioni interne alla curva.
A Nepi non è stata invece contestata la premeditazione - unico tra gli indagati -, perché potrebbe aver agito sotto pressione e nel timore di essere escluso dal gruppo: per questa ragione, non rischia l’ergastolo e potrà chiedere il processo con rito abbreviato. La prossima udienza si terrà ad aprile.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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