L'Interista

Da Pjanic a Kalulu, déjà-vu amaro per Spalletti a San Siro. Nel mirino sempre il VAR

Da Pjanic a Kalulu, déjà-vu amaro per Spalletti a San Siro. Nel mirino sempre il VARTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 05:30News
di Alessandra Stefanelli

Cambia la maglia, non la sensazione. Otto anni dopo, a San Siro, Luciano Spalletti si è ritrovato a vivere una scena che sa di film già visto. Questa volta sulla panchina bianconera, ieri su quella nerazzurra. In mezzo, sempre lo stesso stadio, sempre una sfida ad altissima tensione e, soprattutto, sempre lo stesso nodo irrisolto: il regolamento.

Nel match contro l’Inter, l’arbitro Federico La Penna ha estratto il secondo giallo a Pierre Kalulu per un leggerissimo contatto sul petto di Alessandro Bastoni. Una decisione che ha lasciato perplessi e che il Var non ha potuto correggere. Non per mancanza di volontà, ma per regolamento.

Il parallelo riporta all’aprile di otto anni fa, ancora a San Siro, ancora in un Inter-Juventus. Allora Spalletti sedeva sulla panchina nerazzurra, la Juve si giocava lo scudetto con il Napoli di Maurizio Sarri e l’Inter era in corsa per la Champions. In quella gara Matías Vecino venne espulso, mentre Miralem Pjanić – già ammonito – non ricevette il secondo giallo per un intervento duro su Rafinha. Anche in quel caso il Var non poté intervenire.

Ieri come allora, a pagare è stata la squadra di Spalletti. E ieri come allora il “colpevole” è una norma che continua a far discutere: in caso di seconda ammonizione (o di mancato secondo giallo), il Var non può entrare nel merito. Un paradosso evidente, che si trascina dall’introduzione della tecnologia senza essere mai stato corretto.

Otto anni fa l’Inter riuscì comunque a centrare il quarto posto all’ultima giornata. Oggi Spalletti spera che quel precedente possa trasformarsi in un segnale positivo per il finale di stagione.