Radu e l’Inter consegnano tre quarti di scudetto al Milan

Radu e l’Inter consegnano tre quarti di scudetto al MilanTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 28 aprile 2022, 11:00Editoriale
di Lapo De Carlo


Il sogno scudetto subisce un duro colpo, forse definitivo, per una condotta di gara del tutto insufficiente e la follia di un portiere che non doveva nemmeno giocare e paradossalmente (come nel caso di Padelli), impiegato troppo poco per avere la sicurezza tra i pali nella partita emotivamente più importante della stagione.

Ora al Milan è sufficiente vincere tre volte e pareggiarne una per essere sicura matematicamente dello scudetto.
Anche con il pareggio la pressione sarebbe stata diversa sui rivali ma con la sconfitta viene persino tolto il peso di un risultato eventualmente negativo ai rossoneri.

Le ragioni di questa disfatta, che inevitabilmente entrerà nella storia, risiedono nell’inadeguatezza mentale di alcuni giocatori, nella gestione precipitosa e insieme approssimativa della squadra e nella superficialità degli attaccanti.
La desuetudine a lottare testa a testa e l’egoismo di taluni ha depotenziato le intenzioni. L’Inter è stata anche sfortunata in alcune occasioni, come quando Correa nella ripresa ha visto il suo colpo di testa parato da uno Skorupski ben posizionato.
Nel primo tempo con il gol fantastico di Perisic dopo pochi minuti la gara si è apparecchiata perfettamente per le esigenze tattiche dell’Inter, ma le occasioni sono state vanificate per leggerezze, eccesso di generosità o mancanza di lucidità.
Una delle più clamorose se la è conquistata Skriniar che, con una percussione fuori dall’area, non ha trovato argini ma sciabattato debolmente fuori dalla porta.
L’Inter avrebbe potuto chiuderla ma ha cercato più di gestirla e alla prima azione del Bologna ha pagato carissima la disattenzione, prima tentando di recuperare una palla destinata in out e poi permettendo a Barrow di crossare per la testa di Arnautovic, marcato male da Di Marco, non abbastanza alto per poter opporre almeno una resistenza aerea.
I padroni di casa, dopo l’avvio convincente dell’Inter, sono diventati solidi e si sono concessi qualche offensiva nei minuti successivi. E’ stata poi ancora l’Inter ad andare vicina al gol ma Correa ha sbagliato tanto scegliendo sempre il passaggio meno opportuno, ricamando in una partita da cappa e spada.
Nella ripresa l’Inter si è buttata in attacco, restando poco incisiva, come nel pessimo periodo di marzo, una riedizione di quel periodo che dimostra probabilmente come una squadra del genere, per quanto tecnicamente forte, sia vittima di una mentalità permanentemente fragile, vulnerabile ai cambi di vento e le difficoltà che può proporre un match contro una squadra che, come il Bologna, mira solo a difendersi, riuscendo a fare due gol con un solo colpo di testa.

Il fatto che lo scudetto diventi quasi proibitivo non è legato alla fiducia e a tutte quelle considerazioni che è normale fare dopo una batosta del genere. Dipende piuttosto dal fatto che il Milan da adesso ha anche un bonus per un pareggio, ha delle avversarie sul cammino, come Fiorentina e Atalanta, arrivate per motivi diversi al capolinea.
Dall’altra parte c’è poi il rischio che questa Inter rischi di sbattere di nuovo a Udine se i giocatori discuteranno tra loro alla Pinetina e non verranno trovate le energie mentali per giocare diversamente da come è stato fatto a Bologna.
Fa male in un modo incredibile perché perdere a Bologna era quasi impossibile e l’Inter ci è riuscita con quel genere di masochismo che ogni tanto nella storia riappare come una tassa da pagare all’interismo.
Amala.