L’impresentabile Francesco Acerbi

L’impresentabile Francesco Acerbi
sabato 17 settembre 2022, 08:00Editoriale
di Fabrizio Biasin

L’IMPRESENTABILE FRANCESCO ACERBI
Oggi parliamo di Francesco Acerbi.
(Calma. Niente insulti. Calma! Portate pazienza).
Francesco Acerbi ha un difetto evidente e non rimediabile che rende il suo arrivo all’Inter un arrivo fetente, indesiderato, pochissimo acclamato: la carta d’identità. E ci mettiamo pure l’ingaggio. A 35 anni suonati e con quello stipendio lì (quasi due cucuzze a stagione, mica pizza e fichi) ha fatto – per forza di cose - storcere il naso a tutti, anche ai più pazienti e visionari. “Era meglio un ragazzino”, dicevano i più. “Era meglio nessuno”, dicevano altri. “Era meglio un mal di denti”, dicevano altri ancora.
Ed è vero, è così, l’operazione puzzava di marcio, perché in condizioni normali o pseudo-tali prendi un paio di milioncini, li metti sul piatto, li utilizzi per fare un prestito con diritto di riscatto, porti a casa un giovanotto di belle speranze e dai una “prospettiva” di qualche genere alla tua rosa. 
Solo che l’Inter un paio di milioni da spendere a quel punto del mercato non ce li aveva, a dirla tutta non aveva neppure quattromila lire.

Ecco, sì, per portare a casa l’ultimo pezzo della rosa aveva disponibilità pari a zero. E allora ha preso Acerbi. L’indesiderato Acerbi, il difensore che non poteva più stare nella Lazio per mille motivi e che il suo agente Pastorello ha volentieri traslocato a Milano. 
L’indesiderato Acerbi, l’altro giorno, contro il Viktoria Plzen, all’esordio totale in nerazzurro, ha giocato una signora partita: attenta, precisa, esemplare, cazzutissima. Ha diretto la difesa a tre con la bacchetta del direttore d’orchestra, ha sbagliato praticamente nulla, è parso a suo agio in fase difensiva e pure quando si è trattato di impostare il giuoco di Inzaghi. Per carità, di fronte non aveva Haaland e Mbappe, ma siffatto atteggiamento non era affatto scontato.
Questa cosa va detta e ripetuta non tanto per i tre punti (preziosissimi) colti in Champions dai nerazzurri, ma per quello che il vecchio Francesco è chiamato a dare in campionato (spoiler: molto). Con De Vrij non più in grado di giocare a livello stratosferico questa e quella partita, l’ex Lazio è destinato a moltiplicare il suo minutaggio, con buona pace di chi gli ha dato del “milanista”, del “truffaldino” e, appunto, dell’”impresentabile”. Il suo ingaggio è impresentabile (per una squadra senza grano quello stipendio grida vendetta), certo che lo è, ma lui no e non vede l’ora di mostrarlo.
Sul finale, veniamo al punto: domani l’Inter affronta l’Udinese nella terra del frico, trattasi di partita fastidiosa come una secchiata di sabbia nelle mutande: i friulani sono fisici, in palla, decisamente ben guidati dal loro allenatore, assai forti anche singolarmente (da Beto a Udogie, da Makengo a Deulofeu). È impossibile dire “cosa accadrà”, né abbiamo idea di chi possa giocare là dietro, ma sappiamo che da martedì Simone Inzaghi dispone di un’arma in più: “l’impresentabile” Francesco Acerbi. Benvenuto tra noi.