Il Chivu psicologo ha una marcia in più! La standing ovation a Bastoni era necessaria...
Da inizio stagione, probabilmente, colui che non ha avuto pace con le critiche è stato sicuramente mister Chivu. Iniziare un nuovo percorso da esordiente in una big non è stato poi così semplice, anche perché l'opinione pubblica non è stata poi così clemente. La cosa che fa sorridere è che il tutto è andato avanti anche quando l'Inter dominava il campionato ma veniva eliminata dalla Champions League, come se vincere la competizione Europea fosse un obbligo, senza pensare che il PSG non ha vinto la Champions neanche con Neymar, Mbappé e Messi come tridente offensivo.
Come se non bastasse le critiche sono piovute anche sul suo ruolo di "psicologo". In base ai momenti Chivu cambia maschera, quando si tratta di dover essere duro ecco che mette giacca e cravatta e fa l'allenatore, ma questi momenti nel corso della stagione sono stati minimi. L'Inter è stata travolta dalle critiche, e i suoi giocatori avevano bisogno di un sostegno in più, soprattutto da parte di qualcuno che vive lo spogliatoio costantemente con loro. "Il nostro allenatore è uno psicologo, non un professionista", questa la frase che è rimbalzata sui social al rientro dalla sosta. Ma se dobbiamo essere sinceri, un allenatore così lo vorrei per tutta la vita, soprattutto vedendo il risultato contro la Roma.
Solo per far intendere: Bastoni dopo la Juventus è stato messo alla gogna, fischi costanti nei match fuori casa e dopo l'eliminazione dell'Italia dal Mondiale hanno individuato lui come capro espiatorio. Lautaro era costantemente assoggettato come bollito "segna solo contro le piccole e mai contro le big, detto -fatto due gol contro la Roma che o hanno portato nell'Olimpo dell'Inter dietro solamente ad Altobelli e Meazza. Calhanolgu e Barella, due pilastri della squadra di cui fuori dallo spogliatoio sperano nella cessione e poi Thuram.
Chivu non è un allenatore normale, è un allenatore umano come Ted Lasso - che nella serie tiene in campo Jamie Tart per fargli prendere la standing ovation dal Manchester City, sua ex squadra, dopo il gol. Chivu ha fatto il contrario, anche perché il campo lo permetteva. Con un risultato oramai ampio ecco che Chivu sostituisce Bastoni. Era veramente necessario? Si, ma non perché il ragazzo si fosse infortunato oppure perché stesse giocando male, ma solo perché aveva bisogno di sentire l'abbraccio dei suoi 75 mila tifosi corsi allo stadio nella sera di Pasqua, coloro che a San Siro fanno le veci di tutto il popolo nerazzurro. Ennesima dimostrazione dell'amore reciproco tra giocatori e tifo... Sempre con te...
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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