L'Interista

Chivu veste i panni di Mourinho per fotografare la realtà: alle origini di una narrazione malsana

Chivu veste i panni di Mourinho per fotografare la realtà: alle origini di una narrazione malsanaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ieri alle 20:30Corsivo
di Michele Maresca

Colpita da più fronti per minarne le certezze, in questo finale di stagione, l'Inter deve ritrovare unità e compattezza per tenersi al riparo dalle negatività in vista del raggiungimento dell'obiettivo massimo in Serie A.

Prima l'esistenza di una fantomatica "Marotta League", con il Presidente nerazzurro che sarebbe protagonista di un sistema volto a favorire l'Inter in sede arbitrale (realtà smentita dal fatto che i nerazzurri abbiano subìto più torti conclamati che favori arbitrali). Poi il caso Bastoni, con l'episodio del doppio giallo a Pierre Kalulu nel derby d'Italia che è stato strumentalizzato da una parte del mondo del calcio per mettere pressione sul calciatore e l'ambiente nerazzurro nella sua interezza. Ora l'uscita dell'Italia ai playoff dei Mondiali, contro la Bosnia, da cui si è dedotta la presunta inadeguatezza del "blocco Inter" a riportare la Nazionale italiana ai livelli che le competono.

Le dichiarazioni alla Mourinho

Nella conferenza stampa della vigilia della sfida di Serie A contro la Roma, il tecnico interista Cristian Chivu ha indossato i panni di José Mourinho, l'allenatore che ha storicamente dominato sul piano comunicativo nelle sue stagioni all'Inter, per difendere la causa nerazzurra. "Perché si critica il blocco Inter? Questo me lo dovete spiegare voi, perché io sento cose che non hanno a che fare con il calcio", ha sottolineato Chivu. Con l'aggiunta di un dato di realtà a suffragio delle sue parole: "Faccio un esempio, l'episodio post-Juve in cui si era creata una gogna mediatica che io non ho più visto. Quando si parla di Inter e di favori si mettono sempre i giocatori e la società in piazza per tirare i sassi. Quando si tratta di episodi a sfavore, non si parla mai".

Comunicazione fondata su due fattori: moderazione e mancata neutralità

A chi accusa Chivu di agire come un "finto prete", dimostrando di essere un "ipocrita" nell'associare la mancata ricerca di alibi all'assunzione di una presa di posizione netta a favore della sua Inter, si può rispondere rappresentando quella che è l'effettiva realtà delle cose. Utilizzare la parola per esprimere la propria visione sul trattamento riservato alla sua squadra non significa venir meno ai propri valori di moderazione, rispetto e senso della misura. Ciò che rileva è la maniera in cui si esplicita un concetto, coerente - in questa circostanza - con il modo d'essere e lo stile associati a Chivu nel corso di quest'annata. Capirlo è il passo necessario per entrare nell'ottica del ragionamento del tecnico nerazzurro: di un uomo che sostituisce le vecchie logiche all'analisi critica della realtà.