L'Interista

Prima lo scudetto, poi la rifondazione. La nuova Inter non sarà costruita "dalle macerie"

Prima lo scudetto, poi la rifondazione. La nuova Inter non sarà costruita "dalle macerie"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 21:00Corsivo
di Michele Maresca

Dopo trenta giornate di Serie A, l'Inter conserva un vantaggio di 6 lunghezze sul Milan e 7 sul Napoli, frutto dei punti persi nell'ultima giornata sulle rivali a causa del pareggio esterno contro la Fiorentina. Il prossimo turno sarà fondamentale, in questo discorso, con i nerazzurri che ospiteranno la Roma e le inseguitrici che si fronteggeranno in uno scontro diretto che avrà tutte le sembianze di un "match verità": da qui dovrebbe uscire la principale avversaria dell'Inter per la conquista dello scudetto.

Primo obiettivo: il ventunesimo

Dopo aver raggiunto un massimo vantaggio di 10 punti, l'Inter non può in alcun modo permettersi di veder trionfare il Milan o il Napoli (arrivata anche a -14, tre giornate fa) al termine della stagione. Tante sono state le beffe che hanno visto i nerazzurri come sfortunati protagonisti, nel corso della propria storia, ma un'eventuale rimonta di questo genere rappresenterebbe un unicum da cui è doveroso rifuggire. Per farlo, la squadra nerazzurra dovrà provare a non farsi dominare dall'ansia del risultato, tornando a quelle certezze su cui ha costruito un cammino dominante in Serie A fino alla sconfitta nel derby contro il Milan per 0-1. Il trionfo finale sarebbe, così, il giusto epilogo di un percorso su cui molti non credevano, a inizio annata, dopo la scelta della dirigenza nerazzurra di affidare la panchina a un tecnico non così esperto come Cristian Chivu.

Secondo obiettivo: la rifondazione

Il secondo scudetto in tre anni - inframmezzato dall'amaro finale della scorsa stagione, con il Napoli vittorioso per 1 punto sull'Inter - servirebbe a rendere giustizia a un gruppo che ha prodotto pagine indelebili della storia nerazzurra. Dal diciannovesimo scudetto dell'era Conte alla finale "delle consapevolezze" di Istanbul, da cui è emersa quella squadra schiacciasassi che ha dominato il campionato con Simone Inzaghi come allenatore (nel 2023-2024), passando per la seconda finale in tre edizioni di Champions, questa volta non produttiva di effetti positivi, ma creatrice di insicurezze e mostri interni su cui Chivu ha dovuto lavorare intensamente dal momento del suo approdo in nerazzurro.

Solo così si potrebbe guardare a quel rinnovamento sostanziale, reso necessario dalla scadenza di vari contratti dei suoi senatori e dalla possibile partenza di big (come Alessandro Bastoni o Marcus Thuram), da concretizzare nella prossima sessione estiva di mercato per adeguare il tessuto della squadra ai principi tattici di mister Chivu. Per suggellare un ciclo che possa definirsi effettivamente "vincente" e aprirne uno nuovo, negli auspici del club altrettanto foriero di soddisfazioni e trionfi sportivi.