L'Interista

Il doppiopesismo del calcio: perché solo Bastoni fischiato per 90 minuti?

Il doppiopesismo del calcio: perché solo Bastoni fischiato per 90 minuti?TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 21:15Primo piano
di Alessandra Stefanelli

Novanta minuti di fischi. Ogni tocco, ogni passaggio, ogni intervento. Al Stadio Via del Mare la serata di Alessandro Bastoni è stata segnata da una colonna sonora ostile, figlia diretta della simulazione contro la Juventus nel derby d’Italia.

Un errore? Sì. Un gesto discutibile? Anche. Ma davvero basta un singolo episodio per marchiare a fuoco un giocatore? Il difensore dell’Inter non ha pagato sul piano disciplinare, e questo ha alimentato polemiche – soprattutto considerando il precedente che ha coinvolto Pierre Kalulu. Tuttavia, la sanzione “morale” è stata pesante: giorni di discussioni televisive, dibattiti infiniti, attacchi social spesso sopra le righe. Una pressione che va ben oltre il campo.

Il punto però resta uno: perché lui? In ogni weekend di Serie A assistiamo a contatti accentuati, cadute plateali, simulazioni più o meno evidenti. Non è certo una novità. E allora perché soltanto Bastoni è diventato il simbolo negativo, il “simulatore” da fischiare per 90 minuti?

Il rischio è che si stia applicando un metro variabile, figlio del momento, del peso mediatico, della maglia indossata. Il calcio vive di emozioni e allo stadio si può contestare, purché lo si faccia civilmente. Ma quando un singolo errore diventa un’etichetta permanente, forse non è più solo sport: è un processo pubblico. E la domanda resta sospesa nell’aria: il prossimo che accentuerà un contatto subirà lo stesso trattamento, oppure il bersaglio è stato scelto una volta per tutte?