Akanji in difficoltà nel derby, tutto rimesso in discussione? La verità che emerge sembra essere una
La sconfitta dell'Inter nel primo derby stagionale contro il Milan invita a delle riflessioni sul piano del rendimento complessivo della squadra e di quello di alcuni singoli. Nel 3-1 dei rossoneri, infatti, vi sono tanto nodi di carattere generale quanto difficoltà a livello individuale che è opportuno analizzare. Tra di esse, in quest'ultimo caso, non può mancare una riflessione sul rendimento di Manuel Akanji contro il Milan, come base da cui partire per affrontare un discorso più ampio sul tema.
La prestazione
Anche nella sfida contro i rossoneri, così come accaduto in altre gare giocate in stagione, il difensore elvetico non è apparso attento e concentrato nell'arco dei 90 minuti. Il fatto che si trattasse di un derby è un'aggravante, considerando la consapevolezza - di cui Akanji sicuramente non difettava - dell'importanza di essere più precisi e prudenti del solito per evitare di partire col piede sbagliato nell'incontro. Ciò non si è verificato, con il Milan che ha trovato 2 reti nel giro di 10 minuti, minando alla base i propositi di una gara diversa da parte dell'Inter.
Lo scenario
Non sempre attento nelle letture, spesso in difficoltà dal punto di vista fisico nel reggere il baricentro alto adottato dalla sua compagine, talvolta impreciso anche nell'effettuare passaggi semplici per i compagni al fine di avviare o proseguire la manovra. Questi elementi, in quanto reiterati in quest'inizio di annata, invitano inevitabilmente la dirigenza a riflettere sul futuro: non per entrare nell'ottica di separarsi dall'elvetico a fine stagione, bensì per poter di nuovo contemplare l'introduzione di un nuovo innesto in difesa - dal peso specifico non marginale - che possa dare quello che Akanji e (lo sfortunato) John Stones non hanno garantito nell'asse centrale della retroguardia.

