Bonny, Pio Esposito, il virus intestinale e il cambio giunto alla fine: non si dimentichi il vero nodo dell'Inter
Uno degli aspetti maggiormente "controversi", dal punto di vista delle scelte tecniche del tecnico nerazzurro Cristian Chivu nel corso del derby perso contro il Milan per 3-1, è stato rappresentato dalla gestione dei cambi. La grande maggioranza dei tifosi interisti, infatti, ha vissuto con incredulità e sorpresa l'ingresso dei due attaccanti nerazzurri presenti in panchina, ossia Ange-Yoan Bonny e Francesco Pio Esposito, soltanto negli ultimi 10 minuti della sfida. L'interrogativo che ha accompagnato la tifoseria dell'Inter, sugli spalti e davanti al televisore o al proprio pc, è stato conseguente: i due calciatori hanno qualche problema fisico, o Chivu ha deciso di schierarli tardi per ragioni tecniche, di lettura della gara?
La spiegazione
A rispondere al "dilemma", in maniera molto trasparente, è stato il centrocampista nerazzurro Nicolò Barella nel post-partita del derby. Il calciatore italiano, alle frequenze di DAZN, ha così spiegato il motivo dell'ingresso tardivo dei suoi due compagni: "Non è una scusa, perché l'atteggiamento è la cosa più importante, ma eravamo in emergenza davanti. Pio Esposito ha avuto la febbre in settimana, Ange ha giocato oggi con la febbre a 39. Dovevamo sfruttare più gli uomini tra le linee".
Il tema
Piuttosto che l'ingresso di questo o quel giocatore, a prescindere dallo stato di salute dei due profili coinvolti, il vero nodo che dovrebbe accompagnare le riflessioni dell'Inter è dato dall'approccio mentale alle partite. Che si tratti di un incontro di cartello - Real Madrid, Napoli, Roma e Milan lo dimostrano plasticamente - o di una sfida sulla carta meno impegnativa (si pensi a Udinese e Bologna), l'Inter sta approcciando alle gare con una continuità di segno negativo.

