Il primato e la sofferenza: l'Inter ha il carattere, ora serve il dominio

Il primato e la sofferenza: l'Inter ha il carattere, ora serve il dominioTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:00Editoriale
di Martina Maria Pozzoli

Con ritmi importanti, calendari sempre intasati e un dispendio enorme di energie, la capacità di portare a casa una vittoria anche quando la prestazione non è brillante viene celebrata sempre con molto entusiasmo da parte dei vincenti. L’Inter di questa stagione sta dimostrando ampiamente di avere questa dote: la pazienza di restare aggrappata al match fino all’ultimo secondo, trovando spesso le azioni decisive proprio negli istanti finale della partita. Se è vero che vincere all’ultimo secondo alimenta l’entusiasmo, è altrettanto vero che vivere sul filo del rasoio potrebbe diventare un esercizio pericoloso.

Vincere anche nelle partite in cui si soffre ha un grande valore soprattutto dal punto di vista psicologico, in quanto porta la squadra ad approfittare di ogni singolo episodio a proprio favore fino all’ultimo secondo di gioco, con pazienza e coraggio. Allo stesso tempo, però, analizzando nel modo più oggettivo possibile questa situazione, i successi avvenuti per il rotto della cuffia raccontano anche di errori individuali, disattenzioni, e una piccola difficoltà nell’essere decisivi nella prima parte del match. È vero che ribaltare sempre le partite non può essere definito “colpo di fortuna” perchè racconta anche di una certa superiorità, ma è anche vero che ci sono partite in cui, forse, nemmeno la fortuna potrebbe essere sufficiente.

Il calendario metterà molto presto i nerazzurri di fronte a delle sfide importanti e stimolanti, in cui il margine di errore inizia a restringersi sempre di più. Da un lato c’è il campionato, dove il primo posto in classifica viene attualmente condiviso con la Lazio di Gattuso. Il prossimo derby contro il Milan, in programma per sabato 31 ottobre alle ore 20.45, sarà una partita in cui i nerazzurri dovranno dimostrare di essere la squadra che sanno essere, competitiva in tutti i 90 minuti, senza rischiare di dover recuperare tutto negli ultimi minuti di gioco.

C’è poi la Champions League, un ambiente in cui sono proprio i dettagli dei singoli a decidere gli esiti delle partite. In Europa non possono esistere cali di attenzione, incapacità di concretizzare il gioco ed errori individuali, in quanto tutto viene pagato a caro prezzo. Affrontare queste partite con la speranza di poter sbloccare la gara nel finale è una strategia che potrebbe non essere funzionale, motivo per cui la squadra deve ritrovare quella competitività che l’ha portata, non troppo tempo fa, in finale di Champions e a vincere lo Scudetto pochi mesi fa.

La rosa dell’Inter possiede la qualità, l’esperienza e la profondità necessarie a cambiare registro. Lo staff conosce l’importanza di trovare una maggiore continuità durante i match, e provare nuovi giocatori o nuovi ruoli di alcuni ha sicuramente come obiettivo quello di comprendere il modo migliore per trovare soluzioni efficaci. Le prossime settimane sveleranno il volto dell’Inter: il carattere e la forza dei singoli ci sono, ora bisogna iniziare a dominare il gioco dal primo minuto.