Zielinski e quell'equilibrio decisivo per il 'dominio controllato' dell'Inter. Altro che "alternativa"
L'assenza di Hakan Calhanoglu, ai box a causa di un risentimento al soleo, aveva causato qualche preoccupazione in merito alle conseguenze negative che ne sarebbero potute derivare sulle performance del centrocampo nerazzurro. Come sopperire alla sua mancanza? A chi affidare le chiavi della regia dell'Inter? Le riflessioni erano concrete, attenendo al modo in cui il reparto mediano della formazione meneghina - e di riflesso l'intera rosa - avrebbe potuto risentirne. Preoccupazioni svanite quando Piotr Zielinski ha deciso di salire in cattedra, dimostrando a tutti di poter interpretare il ruolo del regista in maniera estremamente produttiva.
Zielinski è un protagonista dell'Inter di Chivu
Che si tratti di gestire il palleggio a Dortmund, contro una big come il Borussia, o dettare i tempi dell'attacco a Cremona, contro una squadra di un blasone inferiore come la Cremonese, il rendimento del polacco è sempre il medesimo. Non far sentire l'assenza di Calhanoglu è un'impresa ardua, ma Zielinski vi è riuscito dirigendo le proprie energie in modo strategico: calare i ritmi, nei momenti in cui occorre controllare il gioco, e intensificare la velocità del palleggio, quando l'obiettivo è quello di pungere in zona avanzata. Dalla sua capacità di garantire tale equilibrio è dipesa l'efficacia, in entrambe le fasi, delle prestazioni della compagine nerazzurra. Generando, così, un nucleo di certezze che consentono di immaginare un futuro nel quale il centrocampista polacco potrà agire in regia in modo strutturale.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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