Chivu ha convinto anche gli ultimi scettici: identità chiara, ora va sfatato l'ultimo tabù
C’era un’Inter delusa, rimasta sospesa tra ciò che era stato e ciò che doveva ancora diventare. Oggi, invece, c’è un’Inter che guarda tutti dall’alto in campionato, reduce da otto vittorie e un pareggio nelle ultime nove giornate, consapevole della propria forza e convinta del nuovo corso intrapreso. Il filo che unisce passato e presente ha un nome chiaro: Cristian Chivu.
La sua - sottolinea il Corriere dello Sport - non era una missione semplice. Con appena 13 panchine tra i professionisti, il tecnico romeno era stato accolto da più di uno scetticismo. Ma l’unico giudizio che contava era quello dello spogliatoio. E lì, Chivu ha colpito nel segno. Il feeling con Lautaro e compagni è nato durante il Mondiale negli Stati Uniti, è cresciuto in estate e si è consolidato nelle partite vere. Anche le cadute hanno avuto un senso: hanno rafforzato il legame e la fiducia reciproca.
Un passo alla volta, Chivu ha “installato” le sue idee, partendo dall’eredità di Inzaghi. Oggi non è più solo l’Inter di Simone: è anche l’Inter di Cristian. Identità chiara, intensità costante, rotazioni intelligenti e un gruppo sempre coinvolto. Bastone dentro lo spogliatoio, protezione totale all’esterno. Resta un ultimo tabù: vincere uno scontro diretto. L’Arsenal, in questo senso, è l’occasione perfetta.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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