Biasin suggestivo: "Mourinho troverebbe in una Nazionale la cura per la sua malattia più grande"

Fabrizio Biasin, nel suo intervento sulle colonne di Libero, ha disegnato i due scenari che ritiene plausibili per quanto riguarda il futuro del tecnico José Mourinho. Di seguito il primo: "Oggi, per non sbiadire nel ricordo di sé stesso, si trova di fronte a un bivio con due sole uscite. La prima è accettare di non essere più Mourinho, ma di reinventarsi in un allenatore che rimane a lungo in un posto, che pazienta, che ha parole positive per il club, che costruisce qualcosa. Lo può fare solo dove non ha l’obbligo del risultato, obbligo che anche lui ha bisogno di togliersi. E deve accettare meno soldi, ovviamente".
La seconda è densa di significato: "La seconda, forse la più adatta a una catarsi definitiva, è mettersi il cuore in pace e accettare la panca di una Nazionale. Sarebbe la cura perfetta per la sua malattia più grande. In una selezione non c’è mercato, non ci sono presidenti da sfidare per l’acquisto mancato, c’è solo il campo, la scelta degli uomini, la preparazione delle partite, tutto ciò in cui era un maestro a inizio carriera e poi, progressivamente, non lo è stato più. Lo costringerebbe a essere un gestore di risorse e limiterebbe il protagonismo mediatico a poche e selezionate finestre. La scelta è solo sua: continuare a sentirsi un re in esilio o capire che si può essere grandi anche senza una corona (e ve lo scrive un innamorato pazzo del “Santo” di Setubal)".
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