Bazzani: "L'Inter di Chivu non percepisce il pericolo. Barella deve sentire il rischio di certe giocate"
La sconfitta per 3-1 contro il Milan riaccende il dibattito sull'atteggiamento dell'Inter di Cristian Chivu, apparsa in difficoltà soprattutto nelle fasi iniziali della stracittadina. Dagli studi di DAZN, Fabio Bazzani ha commentato la prestazione dei nerazzurri, sottolineando come alcuni problemi fossero già emersi nelle precedenti uscite stagionali. "Il derby non è una partita come le altre, dalla sconfitta col Bologna è iniziata la partita del derby, il Milan ha avuto energia diversa, l'Inter mi è sembrata quella di Venezia, lì ha vinto in maniera episodica, stasera sotto 2-0 non è riuscita a recuperare". L'ex attaccante ha quindi evidenziato un aspetto che, a suo giudizio, dovrebbe far riflettere l'ambiente interista: "Deve far riflettere che l'Inter anche in una partita così abbia avuto un approccio che è stato sbagliato anche in altre partite".
Bazzani ha poi approfondito il tema del cosiddetto provincialismo, un concetto più volte richiamato da Chivu per chiedere alla squadra maggiore attenzione e determinazione, indipendentemente dal valore degli avversari. "Chivu parla di provincialismo e provincialità, oggi l'Inter non ha approcciato come se fosse una provinciale sennò quei gol non li prendi". Secondo l'ex calciatore, il problema riguarda soprattutto la capacità dei nerazzurri di riconoscere le situazioni di rischio e affrontarle con la necessaria prudenza. "Chivu sta lavorando per non togliere la consapevolezza di essere ancora i più forti ma l'Inter non percepisce il pericolo", ha aggiunto Bazzani.
Nel corso dell'analisi, Bazzani si è soffermato anche su Nicolò Barella, protagonista di una giocata rischiosa nel finale del primo tempo. Un episodio che, secondo l'ex attaccante, dimostra come alcune scelte dipendano direttamente dalla sensibilità e dalla lettura delle situazioni da parte dei singoli giocatori. "Su Barella che tenta il dribbling all'ultimo minuto del primo tempo l'allenatore non ci arriva, è questione del giocatore che deve sentire la paura di non fare quel dribbling".

