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Collovati: "Nessuno ha la rosa dell'Inter. Juve fuori dai giochi"

ESCLUSIVA - Collovati: "Nessuno ha la rosa dell'Inter. Juve fuori dai giochi"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 28 ottobre 2021, 15:12Esclusive
di Daniele Najjar

Un'Inter che ha voluto, con convinzione, tornare a portare a casa i tre punti dopo il discusso pareggio nel derby d'Italia. E che lo ha fatto con interpreti diversi dal solito, a dimostrazione della bontà della rosa a disposizione di Simone Inzaghi, pur se con diverse armi fondamentali in meno rispetto alla scorsa stagione.

La redazione de L'Interista ha parlato della vittoria nerazzurra e della lotta scudetto con l'ex difensore nerazzurro, nonché campione del Mondo nel 1982, Fulvio Collovati.

In attesa del risultato del Napoli, come cambia la corsa scudetto visti i risultati di questi giorni e dello scorso weekend?

"Cambia soprattutto per le considerazioni da fare sulla Juventus. Non è che ci volesse la sconfitta interna con il Sassuolo per capire che i bianconeri fossero fuori dai giochi. In pochi lo avevano capito, qualcuno si era illuso oppure faceva il doppio gioco o gli faceva comodo metterli fra gli aspiranti allo scudetto. La Juve è fuori. Il gioco è a 3".

Classifica a parte, queste tre se la giocano alla pari?

"La più competitiva è l'Inter a livello di rosa, lo ha dimostrato ieri. D'Ambrosio non giocava, è entrato e ha fatto gol, Sanchez ha fatto bene. Nonostante i punti di svantaggio i nerazzurri hanno qualcosa in più. Milan e Napoli però hanno una fame ed una voglia di riscatto che magari possono incidere su un'intera stagione".

Lei quindi considera l'Inter la favorita assoluta, sulla carta? In certe partite è sembrato mancare qualcosa, al di là delle assenze di chi è partito in estate.

"Ad inizio campionato avevo dato l'Inter come favorita, sì. Tutti parlano di Lukaku, ma Dzeko ha fatto 7 gol. Certo, manca anche Hakimi ma non possiamo ridurre tutto a lui. L'impressione è che a volte l'Inter sembra accontentarsi: dopo aver segnato si accontenta. Questo nel nostro campionato non te lo puoi più permettere, anche se giochi contro, con tutto il rispetto, Salernitana o Sassuolo. Quando Inzaghi si gira verso la panchina può permettersi il lusso di avere 7-8 giocatori a disposizione".

D'Ambrosio ieri ha spiegato che anche lo scorso anno il terzo di difesa era più libero di attaccare lo spazio, fino a quando Conte non ha cambiato idea, dopo il Sassuolo, "chiudendo tutto", diciamo. Cosa ne pensa?

"Sempre la solita storia: se non accompagnano i centrocampisti l'Inter qualche difficoltà ce l'ha. Vidal infortunato, Chalanoglu ha avuto problemi d'inserimento. Non può far tutto Barella, che è splendido. Il gioco di Inzaghi è un po' quello di Conte, di giocare sugli esterni. Giocando così però evidentemente ti scopri. Lui poi chiede partecipazione anche a Skriniar e gli altri. Il difensore si deve ricordare che prima di tutto deve difendere. E questo è forse il motivo per cui inizialmente i nerazzurri hanno subito qualcosa di troppo".

Il cammino in Champions quanto può influire nella corsa scudetto, considerando che non tutte le squadre in vetta sono certe di passare il turno?

"Influisce abbastanza. Giocare ogni tre volte è un conto, un altro una volta a settimana. giocando sempre i migliori è differente, anche se oggi le rose sono di 25-30 giocatori. Se esci dalle coppe, elimini una componente mentale stancante".

Anche nel post-partita di ieri ci sono state tante lamentele in diversi campi sull'interpretazione del Var. Pensa che serva più chiarezza nella regola, soprattutto riguardo il "chiaro ed evidente errore"?

"Io sono antico: qualcuno pensava che il Var risolvesse tutti i problemi. Illusi. Ha risolto il fuorigioco, il gol-non gol. Su questo i giocatori in campo hanno accettato il cambiamento. Sul contatto non ci sarà mai uniformità: da un fermo immagine non avrai mai la stessa impressione che dal vivo. Ai miei tempi un calcetto magari non comportava nemmeno la caduta dell'attaccante. Sono tutti rigorini, da Var appunto. Mi atterrei sempre a quello che vede l'arbitro in campo".