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Boto: "Lukaku è incredibile, Inzaghi grande allenatore. La Serie A non è più noiosa"

ESCLUSIVA - Boto: "Lukaku è incredibile, Inzaghi grande allenatore. La Serie A non è più noiosa"TUTTOmercatoWEB.com
sabato 9 luglio 2022, 14:04Esclusive
di Daniele Najjar

Lo Shakhtar Donetsk è un club diventato ormai molto familiare ai tifosi dell'Inter: basti pensare che, dal primo anno di Conte, i nerazzurri hanno affrontato ben 5 volte il club ucraino, fra Europa League e Champions. 

José Boto, attualmente al PAOK Salonicco, né è stato il direttore sportivo per tre anni, fino allo scorso dicembre, non troppo tempo prima che scoppiasse questa tragica guerra, che sta tenendo bloccato il club ucraino, vera e propria cascina di talenti per i top club europei. Il dirigente portoghese, accostato nel recente passato anche a diversi club italiani, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni per trattare diversi temi riguardanti l'Inter, la Serie A ed alcuni nuovi talenti sbarcati nel nostro calcio proprio dallo Shakhtar.

José, per cominciare vuole esprimere un pensiero per quel che sta passando il suo ex club in questi mesi e tutta l'Ucraina?

"Ovviamente ho molti amici lì in Ucraina, la situazione è davvero triste, difficile dal lato umano da accettare. In secondo piano penso poi anche al lato sportivo, ad un club che ha sempre avuto un progetto molto ben definito: stile di gioco, profili di giocatori, tutto. Ed ora non è possibile continuare questo progetto. E' molto triste per me che ho trascorso più di due anni e mezzo stupendi a Kiev: non solo per come si lavorava lì, ma anche per le persone e la qualità della vita".

Ci racconta il suo lavoro lì ed il suo modo di scoprire tanti talenti?

"Allo Shakhtar avevamo una strategia per trovare i giocatori giusti. Sapevamo quali tipi di profilo ci interessavano maggiormente: eravamo focalizzati sul nostro modo di giocare e questo influiva anche nella scelta dell'allenatore giusto da scegliere, così da rendere più facile il lavoro per tutti. Anche quando ero al Benfica trovammo molti talenti, ed attualmente al Paok ci sono molti giovani che sono sicuro saranno dei giocatori importanti nel prossimo futuro. Ma a Kiev era più facile appunto,  perché lo stile di gioco applicato richiedeva profili specifici di giocatori. Poi rischiavamo molto, prendendo talenti di 17-18 anni e dandogli subito fiducia e spazio".

Ha affrontato l'Inter molte volte negli ultimi anni con lo Shakhtar. Che crescita ha notato nei nerazzurri in questo periodo?

"Sì, durante la mia permanenza allo Shakhtar ho affrontato 5 volte l'Inter: tre volte con Conte in panchina, due con Inzaghi. Si notava che, pur con lo stesso modulo, le idee erano diverse e innovative in entrambi i casi. Sono sempre stati match molto, ma molto duri. Non solo perché l'Inter ha grandi giocatori, ma anche perché erano guidati da grandi allenatori".

Che differenze notò fra le due Inter affrontate?

"Entrambi i tecnici preparavano molto bene i giocatori alla partita. E' stato molto difficile per noi affrontarli. Anche se abbiamo avuto dei buoni risultati, abbiamo sofferto molto ad ogni partita contro i nerazzurri. L'Inter di Conte aveva davanti Lukaku, un attaccante incredibile, molto difficile da fermare. Ma anche l'ultima Inter che abbiamo affrontato la scorsa stagione è stata complicata da fermare. Parliamo di uno dei migliori club in Italia, piena di grandi giocatori".

Nella prossima Serie A si aggiungeranno nomi importanti, come Lukaku, Di Maria e Pogba, per citare i più altisonanti.

"Con l'arrivo di giocatori come Lukaku, Di Maria e Pogba, l'interesse e l'appeal crescerà ancora, ma già lo scorso anno è stato un campionato avvincente. La Serie A era già uno dei campionati top. L'anno prossimo sarà ancora più interessante e sarà difficile fare pronostici per capire chi avrà la meglio tra tante buone squadre".

La Lazio ha puntato su una delle sue scoperte: Marcos Antonio. E' l'ennesimo acquisto azzeccato da Tare?

"Marcos è uno dei "miei ragazzi". Quando ero allo Shakhtar, la prima regola era rinnovare la squadra con giovani interessanti. Comprammo 7 giocatori e lui era fra quelli. Lo conoscevo dalle giovanili del Brasile, è un profile di centrocampista molto intelligente, veloce, dinamico, con una visione di gioco incredibile e delle fantastiche qualità tecniche. Sicuramente per il gioco di Sarri, dopo un periodo iniziale di adattamento, sarà un giocatore chiave. Ha prospettive da top  player e gli italiani ameranno il suo modo di giocare".

E Dodo, arrivato alla Fiorentina? 

"Dodo lo prendemmo dal Coritiba. Il primo anno, con Paulo Fonseca, decidemmo di farlo crescere in Portogallo, al Vitória Guimarães, dove c'era Luis Castro, l'allenatore che poi prese il posto di Fonseca. Lo volevamo insomma tenere sotto i radar per riportarlo presto a casa. Quando tornò dal prestito, era molto cresciuto e continuava a crescere di livello partita dopo partita. Un livello top, pur essendo giovane e con grandi margini di miglioramento. Piacerà molto ai tifosi della Fiorentina, ne sono certo. Con tutto il rispetto per i Viola poi, che sono un grande club, credo che non rimarrà a lungo nemmeno a Firenze e che presto andrà in club ancora più grandi".

Che ne pensa del livello odierno della Serie A?

"Come ho detto, la Serie A in questo momento è, secondo me, uno dei campionati più attraenti d'Europa. Oltre al blasone, ci sono molte nuove idee, tipi di allenatore con stili di gioco moderni. E non c'è più un campionato noioso come lo era qualche anno fa. E' uno dei campionati che, pur non dovendoli seguire per lavoro, lo faccio per piacere personale".

Cosa la attrae maggiormente? 

"Ogni settimana si affrontano giocatori e squadre con idee di gioco molto diverse fra di loro ed è molto interessante osservare questi scontri. Conosco molto bene gli allenatori che stanno emergendo negli ultimi anni da voi, visto che ai tempi dello Shakhtar facemmo anche uno scouting approfondito per scovare nuovi tecnici adatti a noi. Ne notammo davvero tanti anche fra le squadre Primavera". 

In passato si disse che Friedkin la cercò come direttore sportivo della Roma: ci può dire se è vero? 

"Si parlò molto di questa cosa. L'unica cosa che voglio dire è che oggi la Roma ha un ottimo direttore generale, Tiago Pinto, un grande professionista, i giallorossi sono in buone mani. Adesso poi hanno promosso Leo come direttore sportivo, che farà un ottimo lavoro". 

Le piacerebbe un giorno lavorare qui da noi? Qualche club l'ha più cercata in questi mesi?

"L'Italia è un Paese da sogno in cui lavorare, perché si respira calcio. Da quando ero piccolo ho sempre seguito con interesse il vostro campionato. Anche oggi è uno dei più attraenti dove lavorare nel mondo, qualsiasi professionista vorrebbe lavorare in Italia. Al momento, comunque, non ho avuto nessun contatto con club italiani".