Stanchezza e un punto amaro a La Spezia. Occhio al Verona: nessuno sta regalando niente

Stanchezza e un punto amaro a La Spezia. Occhio al Verona: nessuno sta regalando niente
venerdì 23 aprile 2021, 10:55Editoriale
di Filippo Tramontana

Un pareggio amaro quello ottenuto in casa dello Spezia per l’Inter di Conte. 
Non si può certo dire che i nerazzurri non le abbiano provate tutte per portare a casa i 3 punti, infatti il tabellino parla chiaro: 20 tiri in porta contro l’unico della squadra di casa che, se proprio vogliamo essere pignoli, in realtà era un passaggio al portiere. Già, una “telefonata” ad Handanovic che nell’occasione ha manifestato quei problemi di incertezza e lentezza che ciclicamente si sono ripresentati in questa stagione.
La dirigenza, appena si potrà conoscere il futuro societario, dovrà davvero riflettere sulla scelta di chi schierare titolare tra i pali l’anno prossimo. Samir, che alla causa ha dato e sta comunque dando tanto, a luglio taglierà il traguardo delle 37 primavere, motivo per cui sarà d’obbligo cercare qualcuno di più giovane e affidabile.
Ma non nascondo che, mentre ieri ero occupato a fare la telecronaca della partita, nella testa avevo una frase fissa, continuavo a ripetermi di come i ragazzi mi sembrassero stanchi, provati dai tanti impegni ravvicinati di questo periodo e da una pressione che con il traguardo sempre più vicino comincia a farsi sentire.
Al Picco la squadra meritava assolutamente di vincere, ha creato tanto, come detto non ha subito nulla e ha dominato la partita ma, in realtà, non è stata brillante.
La sensazione è che da dopo la sosta l’Inter stia dando tutto quello che le rimane con la spia della benzina accesa. E’ normale e sta accadendo a tutte le squadre. 
L’Inter era alla quinta partita in 18 giorni e con quella di domenica prossima contro il Verona saranno 6 in 3 settimane, troppe per pretendere di avere i giri del motore al massimo.
Guardiamo al solo Lukaku. Contro lo Spezia Big Rom è stato in piedi per miracolo, la sua proverbiale difesa della palla e la sua progressione sono state neutralizzate senza particolari problemi da Marchizza e Terzi, l’intesa con Lautaro è venuta a mancare e sotto porta Romelu ha fallito occasioni che in momenti normali non avrebbe mai sbagliato.


L’emblema della serata da incubo di Lukaku non sta solo nel gol sfortunatamente annullato ma anche nella clamorosa opportunità che la difesa dello Spezia gli porge gentilmente con quel retropassaggio sbagliato e suicida con cui Ismajili lancia lo stesso belga solo davanti a Provedel. Romelu ha le gambe bloccate e il cervello appannato, troppo stanco e spremuto per avere la freddezza di punire l’ingenuità dei liguri.
L’1-1 si riflette anche nella mancanza di lucidità nel palleggio a centrocampo, Barella si danna l’anima ma non è al 100% e Eriksen gira a vuoto. 
In difesa fanno tutti il loro dovere ma nel caso di Bastoni è mancato quel qualcosa in più. L’ex Atalanta è quello che, di solito, porta palla nella metà campo avversaria, crea superiorità o si inserisce sulla sua fascia sinistra in fase offensiva, ieri in quelle situazioni non si è mai fatto trovare.
Un pareggio amaro dicevo, sfortunato ma anche fisiologico. La squadra sta dando tutto e deve continuare a farlo, tirare i remi in barca sarebbe pericoloso.
Domenica arriverà il Verona. Nessuna squadra, anche senza obiettivi rimasti, sta regalando niente a nessuno e tantomeno lo farà il Verona. Antenne dritte e concentrazione a mille. 
Sarà interessante capire se Conte concederà a qualcuno (Lukaku?) un po' di riposo o se invece ora di domenica si recupereranno le energie, quello che è certo è che la squadra dovrà tornare a vincere.