Se Inzaghi non vincesse lo scudetto dovrebbe essere esonerato?

Se Inzaghi non vincesse lo scudetto dovrebbe essere esonerato?TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 25 gennaio 2023, 00:00Editoriale
di Lapo De Carlo


Mentre sembra sempre più probabile che Steven Zhang rifinanzi il debito, affronti le difficoltà e faccia i passi decisivi a febbraio, nella sede dell’Inter si lavora per rinnovare Lautaro Martinez, il cui contratto è in scadenza nel 2026 ma che da mesi si propone di prorogare fino al 2028, portando il contratto a 8 milioni.
Da tempo si parla di tranquillità da entrambe le parti ma le vicende di Lukaku e Skriniar spingono a non fidarsi più di cose date per scontate.

La riflessione che mi preme è invece quella legata all’Inter e al futuro di Inzaghi.
Da tempo i tifosi dell’Inter si dicono entusiasti del suo gioco, forse il migliore messo in scena nella storia dell’Inter, comunque uno dei migliori, inoltre quest’anno la squadra procede bene in ogni competizione. Per il terzo anno consecutivo ha passato il girone di Champions, è attualmente secondo in Campionato ma con una partita in meno ed è stato eliminato dal Bologna in coppa Italia, al culmine di una gara dominata per 80 minuti. 
In questa stagione, la crescita del tecnico è parsa evidente, sia dal punto di vista comunicativo che da quello tecnico. Si sprecano i commenti positivi su di lui e sulla sua qualità nel gestire la rosa, come nella capacità ulteriormente migliorata di leggere le partite. La sua squadra ha creato una grande fiducia nell’ambiente e convinto il mondo del calcio che l’Inter sia decisamente la squadra più forte.



Nonostante queste premesse, se l’Inter dovesse arrivare seconda, dietro la Juventus, tutta questa impalcatura cadrebbe in un nano secondo. Ognuno tirerebbe fuori delle motivazioni secondo le quali un allenatore con un gruppo così forte non può farsi sfuggire lo scudetto per tre anni di fila, oltretutto contro formazioni ritenute meno attrezzate.
Motivazioni condivisibili ma il coefficiente di difficoltà che ha affrontato l’allenatore in ogni estate è superiore alla media. Ogni anno la rosa è stata smontata e rimontata con parametri zero e qualche ottima idea.
I nomi dei giocatori arrivati hanno creato un’amnesia conveniente in chi giudica da anni il club come quello nettamente più forte. Il primo anno, con l’addio improvviso di Conte, la disgrazia di Eriksen, la cessione di Hakimi e Lukaku è successo di tutto ma la squadra si è ricompattata in fretta. Inzaghi per la prima volta lottava per lo scudetto e a lui era stato chiesto di arrivare in Champions. Nel secondo anno molti, troppi casi di malessere interno, con giocatori demotivati che hanno creato problemi tra infortuni e comportamenti non esemplari. Tra chi batteva cassa, chi parlava già di futuro altrove, chi si accordava con altri club e nel frattempo era infortunato per mezza stagione, mettere insieme un gruppo era quasi impossibile. Il finale di stagione lo conosciamo tutti.
Quest’anno il gruppo c’è, la squadra va meravigliosamente, anche se manca una vera terza punta come Dzeko e si sente parecchio.

La possibilità che l’Inter possa arrivare dietro alla Juventus è concreta. La squadra di Allegri è cresciuta molto e non ha preso punti per demeriti dell’Inter, la quale ha un ruolino impressionante di 16 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta. Il fatto è che la Juventus ha lo stesso andamento ed entrambe hanno perso punti con le stesse squadre.
Ora i bianconeri hanno anche l’occasione di sfruttare il calendario a febbraio, ospitando l’Empoli, nello scontro diretto contro l’Inter, ricevendo l’Udinese, andando a Verona e chiudendo col Frosinone un ciclo più che favorevole. L’Inter va a Firenze senza mezzo centrocampoe i viola che cercano riscatto dopo la Supercoppa, poi ha la Juve, va all’Olimpico, in casa della Roma, ospita la Salernitana, affronta l’Atletico in Champions va a Lecce e recupera con l’Atalanta.
Insomma, per quanto forte potrebbe essere normale perdere qualche punto in questo periodo.
Sarebbe una bella lotta scudetto da godersi ma l’obbligo di vittoria ce l’ha misteriosamente solo l’Inter.

Inzaghi dunque al termine della stagione, in caso di secondo posto, a meno che non vinca la Champions, verrà probabilmente giubilato. I tifosi rinfacceranno gli zero scudetti in tre anni, con una squadra formidabile. Sono convinto che Marotta la pensi diversamente ma la pressione di stampa e pubblico rischiano di essere devastanti.
L’anno prossimo, con una Champions allargata, un mondiale per club al termine della stagione e i consueti problemi gestionali, con inevitabili cessioni per ragioni di cassa, cambiare anche allenatore potrebbe rendere l’Inter un punto interrogativo anche per sé stessa. Varrebbe la pena solo se la dirigenza potesse permettersi un allenatore consolidato ma la capacità di spesa non lo permette.
A costo di essere impopolare, terrei Inzaghi anche in caso di secondo posto.
Spero di non porvi lo stesso quesito tra pochi mesi ma è bene fare questo ragionamento anche prima che la stagione si concluda