Sanremo è importante, San Siro di più. I gufi? Molto meno

Sanremo è importante, San Siro di più. I gufi? Molto meno TUTTOmercatoWEB.com
sabato 10 febbraio 2024, 15:53Editoriale
di Fabrizio Biasin

Sanremo è importante, ci mancherebbe, ma San Siro di più. Ecchecca’. 
Solo che oggi non si gioca nel Tempio (decadente e comunque “Tempio”) ma a Roma, stadio Olimpico. E sarà una partitaccia. Durissima. 
Sì, lo so, lo scrivo tutte le settimane (“questa volta è dura”, “faremo fatica”, “attenti ai nostri avversari”) ma è l’unico modo per approcciare alla partita, a tutte le partite, perché è così che si vince quella cosa che non nomineremo neppure sotto tortura e quando va tutto bene si cuce sul petto. 
E quindi muti, shhhh, zitti e pedalare. Tanto a parlare, ad “esaltare”, ci pensano gli altri.
A parlare come? Così. “L’Inter è la più forte, deve vincere, son tutti campioni, non c’è paragone, bravi, fortunati, anche parecchio spinti, però che grande rosa, deve vincere, le altre no, le altre son lì per caso, figurati!”.
Grazie, grazie davvero lusingatori di professione. Certo, sarebbe stato bello sentire le stesse parole l’estate scorsa quando i giocatori venivano ceduti e “che succede Inter?”, “che fine fa l’Inter?”, “Inter, si salvi chi può”, ma fa niente.

Funziona così amici cari, che ci volete fare. 
La risposta ovviamente non è mai nelle parole, ma nei fatti. E i fatti passano da una sfida fetentissima, quella contro i giallorossi del buon De Rossi, reduce da un 3 su 3 che ha ridato armonia e gioco a una squadra che pareva persa. 
All’andata per i nerazzurri fu una passeggiata, forse la partita più semplice in assoluto al di là del misero 1-0 finale. Oggi per forza di cose sarà diverso. E toccherà affrontare ancora una volta “Romelu nostro”, ex piezz ‘e core, ex prediletto, ora rinnegato a causa delle sue scelte. Farà di tutto - giustamente - per rompere le balle e sarà un motivo in più per pretendere attenzione massima. 
Però (c’è un però), ognuno la può pensare come vuole, ci mancherebbe, ma il qui presente è soprattutto terrorizzato da una condizione raramente provata prima, quella di chi sente di potersi fidare di questo gruppo. E forse questo è un atto di fiducia esagerato, ché due anni fa alle ore 18 del sabato della finale di Sanremo accadde la tragedia (sigh…), ma qualcosa è cambiato, questi signori hanno dimostrato di avere attributi cubici e, soprattutto, combattono costantemente a braccetto con i loro tifosi. Forza e coraggio.