Chivu indica la via: coraggio e lucidità nelle scelte. Kamatè come esempio ideale
Una vittoria nel segno della gioventù degli interpreti, del coraggio e della lucidità nelle scelte del suo allenatore. Così può essere riassunto il successo conseguito dalla compagine nerazzurra contro il Torino nel match valido per i quarti di finale di Coppa Italia. Una sfida vinta dai meneghini con il punteggio di 2-1: a decidere sono state le reti di Ange-Yoan Bonny e Andy Diouf, seguite dalla marcatura che ha ridato speranza ai granata - ma non ha cambiato la sostanza delle cose - di Kulenovic.
Il valore creato in casa
A brillare, nella notte (eccezionale) di Monza, è la stella di un calciatore che nel tabellino rientra nei panni di assistman. Il suo nome è Issiaka Kamatè, calciatore classe 2004, impiegato con regolarità da Stefano Vecchi nell'U23 che sta conseguendo risultati più che soddisfacenti nel suo primo anno in Serie C. Da un guizzo del francese, inserito per la prima volta dal 1' per sopperire all'assenza di Matteo Darmian per una sindrome gastrointestinale acuta, è nato infatti il gol che ha stappato il match per i nerazzurri: dribbling secco su Obrador, affondo sulla corsia destra e cross immediato con i tempi giusti per Bonny, che anticipa tutti di testa e consegna il vantaggio alla sua compagine.
Nell'assist confezionato per il suo connazionale, si condensano alcune delle caratteristiche principali che Kamatè ha già fatto evidenziare nel settore giovanile nerazzurro: qualità nello stretto, intraprendenza, personalità, pulizia nel passaggio e un destro di pregevole fattura. Non è un caso che il classe 2004 abbia l'86% di minuti giocati in Serie C, competizione nella quale sta apprendendo - grazie agli insegnamenti del suo tecnico e all'esperienza pratica - le nozioni essenziali per rivestire i panni dell'esterno.
Ora, con la prestazione brillante messa in mostra contro il Toro, Kamatè sogna di costruirsi, attraverso l'impegno quotidiano, quel futuro nel quale intende illuminare con continuità le notti di San Siro in Prima Squadra.
Il coraggio nelle scelte
Nel 2-1 dei nerazzurri spiccano anche due doti che il tecnico Chivu ha dimostrato, a più riprese, di possedere: coraggio e lucidità. Due qualità che si intrecciano, nel concreto, con la scelta di rivoluzionare l'11 titolare al fine di far risparmiare energie ai titolarissimi e concedere spazio a chi ha meno possibilità di mettere in luce le sue qualità in nerazzurro.
Un combinato disposto, quello di cui l'allenatore nerazzurro può fregiarsi con merito, con cui si spiega la vittoria contro il Torino e sul quale si può costruire un futuro coerente con le ambizioni dei meneghini. Uno nel quale sostituire il verbo "limitarsi" con quello di "ottimizzare", gestendo al meglio le risorse a propria disposizione senza rinunciare in radice ad alcun obiettivo stagionale.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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