Bastoni centrale, esperimento riuscito o fallito? Il paradosso di una notte segnata da un momento spartiacque
L'Inter ha superato lo Shakhtar, nel match valevole per il terzo turno della League Phase della Champions League, grazie al sigillo di Carlos Augusto su assist di Henrikh Mkhitaryan. Tra le scelte che hanno maggiormente colto l'attenzione degli osservatori, degli addetti ai lavori e dei tifosi nerazzurri, un posto di rilievo dev'essere attribuito all'impiego di Alessandro Bastoni al centro della difesa.
Il paradosso
Nell'analizzare la prestazione del difensore italiano contro la compagine ucraina non si può fare a meno di tracciare una linea, all'interno della gara di San Siro. Vi è, infatti, un prima e un dopo l'espulsione per somma di ammonizioni del classe 1999 al minuto 69: nella fase antecedente a quest'episodio, al quale l'Inter ha risposto con la mentalità famelica e combattiva trasmessagli dal proprio allenatore Cristian Chivu, Bastoni era stato praticamente impeccabile nella gestione del sistema difensivo nerazzurro e nello svolgimento dei compiti di copertura richiestigli dal proprio tecnico.
La riflessione
Il rosso, indubbiamente, pesa sulla valutazione complessiva della sua prestazione perché ha rischiato di ledere gli interessi della compagine meneghina. Ma ciò non deve indurre a dimenticare quanto osservato nei precedenti 68 minuti, nei quali l'ex Atalanta si è reso protagonista di una gara ordinata, all'insegna dell'equilibrio e dell'attenzione in termini di ripiegamento e copertura difensivi. Ragioni, queste ultime, per le quali non è azzardato contemplare un'eventuale riproposizione di Bastoni nell'asse centrale della difesa interista.

