'Scontro diretto' o 'gara di tradizione'? Chivu e il confine sottile tra storia e presente
L'inter fronteggerà il Napoli, domani 5 settembre alle ore 18, in quello che sarà il primo big match della stagione di Serie A 2026-2027 per le due compagini italiane. Vincitrici degli ultimi 4 scudetti (due a testa), i nerazzurri e i partenopei ambiscono a consolidare la "tradizione", con l'obiettivo di dimostrare la propria forza nel contesto del calcio italiano.
Il confine sottile rimarcato da Chivu
Pur trattandosi soltanto del terzo turno di campionato, dunque di una gara non decisiva per le sorti dell'annata delle due squadre, l'Inter è consapevole del significato che avrebbe un successo contro i partenopei. Non solo portarsi a +6 in classifica sui rivali, ma anche trovare un successo che è mancato nell'ultima stagione, complici l'1-3 dell'andata e il 2-2 del ritorno.
Proprio sul tema della mancata vittoria contro il Napoli, che si unisce alle due sconfitte rimediate contro il Milan e al bilancio di una sconfitta e un successo registrato contro la Juventus (ma in superiorità numerica), il tecnico nerazzurro Cristian Chivu è stato invitato a effettuare una riflessione. L'allenatore interista, nella conferenza stampa della vigilia della gara contro gli azzurri, ha voluto rimarcare il confine sottile tra "scontri diretti" e "gare di tradizione", alla luce della posizione ottenuta nell'ultima Serie A da Juventus e Milan: "Quali sono gli scontri diretti? Juventus e Milan sono finite in fondo quindi non lo sono? Vale anche la tradizione, ma lo è anche il Como ora. Per me sono tutti scontri diretti. Siamo consapevoli di chi siamo, l'importante è come reagisci. Vogliamo dare continuità agli standard creati negli ultimi 7 anni. Domani sarà una grande partita e rispettiamo il nostro avversario. Noi però siamo pronti".

