Ausilio lascia l'Inter dopo quasi 30 anni. Baccin promosso come ds: scelta dai due volti

Ausilio lascia l'Inter dopo quasi 30 anni. Baccin promosso come ds: scelta dai due voltiTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:00Editoriale
di Michele Maresca

Nella mattinata di mercoledì 2 settembre, una notizia ha contribuito nettamente a spostare l'attenzione della tifoseria nerazzurra dal mercato estivo - conclusosi il giorno precedente - al dossier dirigenziale. Il giornalista Nicolò Schira ha infatti affermato che il direttore sportivo dell'Inter Piero Ausilio, in nerazzurro da ben 28 anni, non avrebbe rinnovato il suo contratto con il club meneghino (in scadenza nel 2027).

A confermare l'esclusiva di Schira sono stati i colleghi Gianluca Di Marzio e Fabrizio Romano, che hanno sottolineato come le strade di Ausilio e della società cui è legato da quasi un trentennio fossero destinate a separarsi. Ciò è stato, successivamente, confermato direttamente dalla società nerazzurra, che con un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale ha annunciato la separazione tra le parti e la promozione di Dario Baccin, vice di Ausilio, al ruolo di nuovo direttore sportivo nerazzurro.

Due idee alternative: esperienza o costruzione graduale?

Dinanzi al Presidente Giuseppe Marotta, dopo l'addio di Ausilio, si erano aperti due percorsi tra loro alternativi: affidarsi a un dirigente esperto, che già conosca in maniera approfondita e dettagliata il calcio italiano; puntare su un elemento di natura diversa, da "costruire" in maniera graduale sotto l'opera attenta del Presidente varesino.

Soluzione d'esperienza



Nel primo caso, l'Inter avrebbe potuto vagliare diversi nomi, tra i quali: Giovanni Sartori, responsabile dell'area tecnica del Bologna, che ha scovato decine e decine di talenti nel corso delle sue esperienze pregresse (contribuendo a creare la miglior Atalanta della storia, in coordinamento con il tecnico Gian Piero Gasperini); Leonardo, una suggestione che avrebbe coinciso con una "seconda vita" del brasiliano nella sponda nerazzurra di Milano, anche se dopo la mancata prosecuzione dell'avventura in seno alla Nazionale italiana non è certo che il classe 1969 voglia vivere immediatamente una nuova esperienza dirigenziale; Cristiano Giuntoli, direttore sportivo dell'Atalanta, che ha lasciato il segno nel Napoli vittorioso del suo terzo scudetto ma non alla Juventus; Federico Cherubini, ds del Parma, con un passato da responsabile del settore giovanile e Football Chief of Staff della Juventus.

Soluzione da "costruire" gradualmente

Per quanto riguarda la seconda fattispecie, sarebbero stati vari i profili in rampa di lancio con cui l'Inter avrebbe potuto decidere di costruire insieme un futuro che non prescindesse dal mantenimento della competitività nell'immediato. I nerazzurri avrebbero potuto pensare a: Carlalberto Ludi, che dal 2019 ha svolto un ruolo primario nel consentire al Como di cambiare completamente dimensione (da squadra di non elevato rango a una delle big del nostro calcio); Pietro Accardi, direttore sportivo del Cagliari che ha lavorato anche all'Empoli e alla Sampdoria; Christian Gentner, che ha riportato lo Stoccarda (di cui è ds dal 2021) in Champions League; Nicolás Burdisso, che ha ricoperto l'incarico di direttore sportivo del Monza nell'ultima stagione (quella della promozione dei brianzoli in Serie A), con il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti che lo conosce benissimo e ne apprezza le doti umane e le competenze calcistiche.

L'unione di due realtà

Alla fine, la scelta dell'Inter è ricaduta su Baccin, in piena continuità con il modus operandi che caratterizza storicamente il Presidente Marotta: non cambiare la via vecchia, che ha permesso di produrre risultati fruttuosi, con quella nuova di cui non si conoscono i reali contorni.
"Si tratta di una scelta innovativa, pur nel segno di una continuità gestionale. Dario da molti anni è parte fondamentale dell'area tecnica ed è il manager che ha lavorato alla creazione dell'Under 23 in stretto collegamento con la Prima Squadra in un'ottica di sviluppo progressivo e sostenibile del Club". Così Marotta ha motivato la decisione di affidare un ruolo apicale a Baccin nell'assetto dirigenziale dell'Inter.

Scelta innovativa e continuità gestionale, due espressioni che spiegano in maniera plastica la scelta di virare su Baccin per sostituire Ausilio. Da un lato, una novità rispetto a quanto osservato nell'ultimo decennio, dall'altro un segnale di coerenza con le strategie e l'agenda di lavoro perseguita dal dirigente sportivo di Cinisello. Sarà l'unione di tali realtà ad animare l'inizio della nuova, stimolante, avventura di Baccin nel sistema dirigenziale nerazzurro, nella fiducia che il tandem Marotta-Ausilio sia sostituito senza stravolgimenti di fondo da quello Marotta-Baccin.