Inchiesta arbitri, la Procura di Milano chiede l'archiviazione: cade l'ipotesi di frode sportiva

Inchiesta arbitri, la Procura di Milano chiede l'archiviazione: cade l'ipotesi di frode sportivaTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:30News
di Alessandra Stefanelli

L'inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri si avvia verso l'archiviazione. Il Corriere dello Sport racconta come siano stati proprio i magistrati che avevano avviato le indagini a far crollare, un elemento dopo l'altro, l'impianto accusatorio, arrivando a parlare di un vero e proprio vuoto probatorio e accantonando così l'ipotesi di una frode sportiva, seppur generica.

Nessun contatto diretto tra l'Inter e il designatore

Dalle carte emergerebbe che l'operato del designatore sia stato regolare e che l'Inter abbia sempre interagito solo tramite il proprio referente per i rapporti con gli arbitri, Giorgio Schenone. Rocchi non avrebbe mai avuto scambi diretti con il club, se non in un'occasione a San Siro, alla presenza di altre persone. Al telefono, secondo la ricostruzione, diversi interlocutori commentavano le sue decisioni, ma il designatore avrebbe comunque proseguito autonomamente nelle scelte settimanali sugli arbitri delle partite di campionato.

Nessuna prova di favoritismi, in nessuna direzione

Non sarebbero emersi elementi tali da sostenere che il designatore abbia agevolato l'Inter, né che sia avvenuto il contrario, come inizialmente ipotizzato dai pm. Resterebbero, semmai, quelle che il quotidiano definisce delle "discutibili manifestazioni di sgradimento" giunte al designatore nel tentativo di influenzarne le decisioni — pressioni, però, arrivate da più club, con intensità diverse.

Un'Aia già sotto pressione per altri scandali

Il quadro che emerge è quello di dirigenti dell'Associazione Italiana Arbitri costretti per lungo tempo a fare da collettori di lamentele provenienti da più parti, in un periodo segnato anche da altre vicende giudiziarie, come il caso che ha coinvolto Zappi, fermato dalla giustizia sportiva.