Il mercato senza sogni

Il mercato senza sogni
Oggi alle 07:30Editoriale
di Lapo De Carlo

Manca un mese all’inizio del campionato e tutte le squadre italiane, con particolare riferimento a quelle di vertice, stanno scoprendo quanto è difficile, per certi versi quasi impossibile, cedere i propri giocatori.
Gli esuberi percepiscono stipendi alti, non sono appetibili per nessuno, le squadre italiane fino a poco tempo fa potevano offrire stipendi netti importanti ai calciatori provenienti dall'estero grazie a un forte sconto sulle tasse (il Decreto Crescita). Con l'abolizione di questo bonus fiscale, mantenere quegli stessi giocatori è diventato incredibilmente costoso a livello lordo per le società italiane, che ora cercano di liberarsene. Tuttavia, proprio perché gravati da costi lordi enormi, i club non riescono a trovare acquirenti disposti ad accollarsi queste cifre. Questo impedisce di cambiare i rapporti di forza in una o due sessioni di mercato e di questo beneficia l’Inter che resta la più forte, nonostante possa spendere meno di molte sue rivali, compreso il Como. Le difficoltà che ha l’Inter sono le stesse delle squadre che cercano di spodestarla dal primato, in un clima che nel corso degli ultimi quindici anni si è rovesciato. Una presa di coscienza definitiva che è passata dalla totale indifferenza e una colpevole superficialità, ad una depressione del tutto inutile.
La rosa a disposizione di Chivu, sulla carta, conserva un'ossatura rassicurante.
Eppure, la sensazione è quella di un mosaico incompleto, con tasselli che tardano ad arrivare e altri che rischiano di saltare.

Nelle ultime ore si è inserito l'interesse dell'Al-Hilal per Alessandro Bastoni. Il club saudita, guidato da Simone Inzaghi, ha messo gli occhi sul difensore nerazzurro, creando un'increspatura nel progetto tecnico di Chivu. Al momento non è stata presentata un'offerta ufficiale: prima di poter procedere, l'Al-Hilal deve infatti cedere un giocatore straniero per liberare uno slot nella rosa. L'Inter, dal canto suo, considera Bastoni un perno centrale e non intende privarsene facilmente. Il difensore, ha manifestato più volte la volontà di restare a Milano ma un'offerta importante, nell'ordine dei 70 milioni di euro, potrebbe indurre la dirigenza a riconsiderare la propria posizione. Per ora, però, non se ne parla.

Il nodo più urgente resta la fascia destra, orfana di Dumfries. Dopo il voltafaccia di Palestra e la sfortunata vicenda di Khalaili, fermato dal CONI per inidoneità fisica, l'Inter ha concentrato le proprie attenzioni su Spence del Tottenham. La trattativa, però, si scontra con i costi elevati del calcio inglese. Il Tottenham chiede una cifra tra i 40 e i 45 milioni di euro per il cartellino, l'Inter non intende superare i 35 milioni. La distanza è significativa e i nerazzurri sono costretti a valutare alternative. Tra i nomi di riserva compaiono Wilfred Singo del Galatasaray, Vanderson del Monaco, Read del Feyenoord e Molina dell'Atletico Madrid. L'ipotesi di un ritorno di Ivan Perisic, profilo low-cost ma 38enne, è considerata meno convincente.

Il canale con il Tottenham, aperto per Spence, si è allargato a Cristian Romero. Il difensore argentino, campione del mondo, ha chiesto di essere ceduto e il club londinese lo sta proponendo sul mercato. La valutazione si aggira sui 40-50 milioni di euro, una cifra che rende l'operazione proibitiva in partenza. Un'eventuale doppia operazione con gli Spurs sarebbe però troppo onerosa: servirebbero circa 80 milioni per portare a Milano sia Spence che Romero. L'Inter potrebbe provare a chiedere un prestito per l'argentino, ma la società inglese difficilmente accetterà di privarsi del proprio difensore senza un congruo corrispettivo.

Benjamin Pavard è invece diventata una risorsa da non sottovalutare. Il francese, rientrato dal prestito al Marsiglia, era considerato un esubero. Tuttavia, il mercato non decolla e il giocatore sta facendo di tutto per convincere l'Inter a puntare su di lui. Pavard è tornato a Milano con un atteggiamento diverso, mostrando determinazione e voglia di riconquistare spazio. L'Inter, dal canto suo, non è disposta a cederlo in prestito: un'eventuale partenza sarebbe solo a titolo definitivo. Le offerte, però, non arrivano, anche a causa dell'ingaggio da circa 5 milioni netti a stagione. La ritrovata motivazione del giocatore e il rallentamento del mercato in entrata rendono oggi concreta l'ipotesi di una permanenza. Chivu, che inizialmente sembrava averlo escluso dai propri piani, potrebbe riconsiderare la situazione.

La rosa dell'Inter vanta ancora una qualità indiscutibile. Bastoni, Bisseck, Barella, Calhanoglu, Lautaro e Thuram sono giocatori di livello assoluto. Tuttavia, il club deve coprire almeno quattro caselle: un esterno destro, due difensori centrali per gli addii di Acerbi e De Vrij e un centrocampista.

A centrocampo, il sogno resta Curtis Jones del Liverpool. L'Inter ha già l'intesa con il giocatore, ma la distanza con i Reds è ancora ampia: il Liverpool chiede circa 40 milioni, l'offerta nerazzurra si ferma a 25 e non c’è ragione per offrire di più, visto che il giocatore è in scadenza di contratto. Il budget iniziale di circa 50 milioni, integrato dalla cessione di Dumfries, potrebbe non bastare per soddisfare tutte le esigenze. Ausilio, con l'aiuto di Marotta, dovrà trovare un equilibrio tra investimenti importanti e scelte sostenibili.
La sensazione è che la società stia lavorando anche su altri obiettivi ma in silenzio.
A breve sapremo.