Chivu non cambia l'Inter? Il tecnico aveva già dettato la linea. Ma il confine tra coraggio e superbia...
L'Inter vista in Champions League non ha bisogno di cambiamenti radicali, ma solo di qualche aggiustamento. È quanto emerge dalle notizie odierne sui cambi che Cristian Chivu prepara per i prossimi impegni europei dei campioni d'Italia, che quest'anno hanno deciso di lasciare da parte la fase difensiva.
Dopo 14 gol subiti in 8 partite il messaggio che passa è questo: basta qualche piccolo accorgimento, magari sulle preventive, perché la volontà è di rimanere ultra offensivi, ultra aggressivi e ultra verticali. La volontà di imporre il proprio gioco anche in Champions è più che apprezzabile, ma ha veramente senso continuare così?
L'atteggiamento avuto finora dai campioni d'Italia anche in campionato ha portato a rischi mai visti, con il Bruges in campo si è visto zero equilibrio e una squadra difensivamente nulla nel secondo tempo. Ripartire dalla stessa impostazione tattica rischia di essere un peccato di superbia più che una dimostrazione di coraggio: ormai è chiaro che l'Inter non abbia le caratteristiche per giocare con la difesa a 50 metri dalla porta per tutti i 90' di tutte le partite.
Anche la tenuta fisica è un tema: il Bruges comincia ad entrare da tutte le parti quando i nerazzurri finiscono i 20' di pressione asfissiante, dopo cui è fisiologicamente necessario un attimo per tirare il fiato. Invece la linea sembra essere quella di puntare su ancora più intensità nel pressing. D'altronde, Chivu aveva già avvertito tutti alla vigilia di Champions: "Noi cerchiamo di mantenere la nostra identità. Abbiamo raggiunto una mentalità che ci fa entrare in campo con tanta responsabilità e atteggiamento giusto, con la voglia di essere dominanti".

