Gestione dei nazionali schierando la migliore Inter possibile: Chivu vuole ripartire forte. Non si tratti Stankovic come un Primavera

Gestione dei nazionali schierando la migliore Inter possibile: Chivu vuole ripartire forte. Non si tratti Stankovic come un PrimaveraTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:00Editoriale
di Marco Lavatelli

Dopo 3 settimane di pausa, torna in campo l'Inter. L'avvicinamento alla partita di oggi a San Siro è stato caratterizzato da tanti temi: l'infortunio di Jones, che sicuramente sarebbe sceso in campo, il ballottaggio in porta, la gestione dei nazionali e un turnover che in realtà potrebbe essere più limitato rispetto alle aspettative. Chivu vuole mandare un segnale alla squadra: è fondamentale riprendere con il piede giusto, soprattutto senza sbagliare approccio come nelle ultime 4 partite prima della sosta. L'Inter deve essere nella sua versione migliore e per ottenere ciò, l'allenatore sembra non voler rinunciare ad alcune delle colonne.

Il minutaggio dei nazionali sarà comunque un tema. Barella e Diouf hanno giocato lunedì, 5 giorni prima di Inter-Parma, e possono fare uno sforzo. Chivu chiede uno sforzo a Zielinski, titolare 4 volte su 4 con la Polonia, in vista del rientro di Calhanoglu da titolare con il Brugge. Poi c'è Lautaro: qui, si sa, la scelta sarà presa insieme all'allenatore. Il vocabolo preservarsi fa fatica ad entrare nel dizionario del Toro. Bonny avrà comunque il suo spazio, come sembra essere arrivato il momento di Stankovic. Chivu ha fatto mea culpa in conferenza: "Aleksandar avrebbe potuto giocare di più, ma siamo contenti che sia con noi". L'importante è che non lo si tratti come un Primavera: il serbo ha un centinaio di presenze tra i professionisti, 10 in nazionale; vero che giocare a San Siro con la maglia dell'Inter è un'altra roba ma vietato sorprendersi quando il ragazzo dimostrerà di valere la maglia nerazzurra.  

Un altro passaggio importante, oltre a quello su Sucic per sgomberare il campo da qualsiasi forma di "caso" («Non creiamo polemiche dove non ci sono, Petar è un giocatore importante e sappiamo cosa ci può dare e cosa ci potrà dare»), è stato quello sulla difesa a 4. Chivu ha chiarito nuovamente un concetto fondamentale: ragionare su schemi fissi è limitante. Di moduli l'Inter ne cambia diversi ogni partita, dalla fase di non possesso a quando ha il pallone. Ciò che conta davvero è l'atteggiamento della squadra e l'interpretazione dei momenti da parte dei giocatori. E' questo quello che fa una squadra moderna: si trasforma e si adatta ad ogni situazione. L'Inter ha dei principi di gioco precisi, che funzionano, e abbandonarli improvvisamente avrebbe poco senso, oltre a ridimensionare i nerazzurri in campo.