Audero: "Tutto difficile da digerire, sentito senso di vuoto. Ho pensato: perché sto giocando?"

Audero: "Tutto difficile da digerire, sentito senso di vuoto. Ho pensato: perché sto giocando?"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:00News
di Marco Lavatelli

Emil Audero si è raccontato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport dopo l'episodio di Cremonese-Inter: "Sto abbastanza bene. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma... diciamo che poteva andare anche peggio".

Sul momento dello scoppio del petardo: "Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male. Rimasto in campo? L’adrenalina innanzitutto. Ma non volevo che finisse in quel modo. Dentro di me non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava giù. Sapevo di potercela fare. Anche se poi nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. Non mi era mai successo in carriera. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, ma intanto i miei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà... la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima".

"Ho pensato: ma perché proprio a me? Ma cosa vi ho fatto? Ho un ottimo rapporto con società e giocatori. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Nella mia carriera ne ho passate tante. Sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. L’idea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere. A chi ha lanciato il petardo vorrei chiedere: perché? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? Perché hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo...".