ESCLUSIVA - Valentini (Ex Figc): "Lega in ritardo, serve una linea comune. Calcio in balia delle Asl"

ESCLUSIVA - Valentini (Ex Figc): "Lega in ritardo, serve una linea comune. Calcio in balia delle Asl"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 7 gennaio 2022, 13:24Esclusive
di Daniele Najjar

Dopo la giornata di ieri, tutto il calcio italiano rimane sulle spine: quali sono le linee guida da seguire in situazioni come quelle che hanno portato al rinvio delle partite dell'Epifania e della confusione creatasi per l'intervento delle varie Asl sparse in giro per l'Italia? E quali saranno le prossime mosse di Lega Serie A e Governo, dopo l'emanazione del protocollo avvenuta in fretta e furia negli scorsi giorni?

Ne abbiamo parlato in esclusiva con Antonello Valentini, ex direttore generale della Figc, posto che già oggi è prevista una nuova assemblea di Lega che potrebbe portare ulteriori novità.

Sig. Valentini, una giornata surreale ieri.

"Giornata surreale sì, preoccupante per chi ama il calcio. Per i ritardi con cui la Lega di Serie A si è mossa. Dico questo perché la sera del 5 gennaio, quindi alla vigilia della ripresa del campionato, pur con una sosta così lunga, è stato pubblicato il nuovo protocollo dopo aver riunito di gran carriera il consiglio di Lega. Una cosa che andava fatta molto prima secondo me, i segnali della nuova ondata non sono una novità, ma una cosa di mesi fa. Si è perso molto tempo. Fra l'altro sono state fatte due assemblee il 3 ed il 16 dicembre: di questi argomenti non si è mai parlato. Nell'ordine del giorno c'erano come al solito i problemi economici, soprattutto: i diritti audiovisivi per Nordafrica e Medioriente, la poltrona per il consigliere indipendente da eleggere per il consiglio della Lega, che non è stato nemmeno eletto, ennesimo rinvio. Una situazione deludente ed allarmante".

Dove si poteva intervenire con anticipo?

"Dai primi di dicembre era possibile avviare la vaccinazione della terza dose per coloro che sono favorevoli: non ho capito come mai attraverso le società la Lega non abbia premuto per accelerare al massimo la cosa. Ho letto recentemente che Marotta, che è uno dei dirigenti più illuminati, preparati, intelligenti, dichiara la stessa cosa, di accelerare sulla terza  dose. Adesso siamo di fronte ad una richiesta della Federcalcio, che è intervenuta ieri con una lettera ufficiale del Presidente Gravina al sottosegretario Vezzali, al Ministro Speranza, al Ministro Gelmini, ed al presidente della Conferenza Regioni Fedriga per chiedere un tavolo tecnico".

Cosa si aspetta?

"Questo tavolo tecnico non può riguardare solamente il calcio. Va esteso agli altri sport professionistici, a cominciare da basket e pallavolo. Non è possibile che il calcio italiano sia in balia delle Asl. In Italia ci sono 99 Asl. L'ordinamento statale è sovraordinato rispetto all'ordinamento sportivo, su questo non c'è dubbio, ci mancherebbe altro. Ma va trovata una linea comune".

Insomma, discutere la politica per stabilire fino a che limite devono intervenire le Asl?

"Sì, trovando una linea comune. L'incontro che si terrà il 12 su iniziativa di Gravina, con Speranza, la Gelmini e Fedriga è l'occasione di trovare questa linea comune. Si è già perso troppo tempo. Ora bisogna affrontare il problema. Non punto il dito contro nessuno perché la situazione è delicata e difficile da gestire. Non c'è dubbio però che a differenza della Serie B - che ha rinviato di sua iniziativa due giornate di campionato - e della Serie C - che ne ha rinviata una - la Serie A invece di essere la più sollecita nel prendere l'iniziativa ha perso tempo. La massima serie è quella che ha più problemi di intrecci di calendario fra campionati e coppe. Doveva dunque muoversi per prima, a maggior ragione. Invece si è arrivati alla sera del 5, pubblicando un protocollo che si rifà a quello della Uefa sul fatto di avere 13 giocatori disponibili".

D'altronde la polemica sul calendario troppo fitto fra gennaio e la primavera era già nata prima delle vacanze natalizie...

"Il rischio è di non avere più date. Purtroppo però, quando si mette mano alla riforma dei campionati come hanno cercato di fare tutti i presidenti federali precedenti e come sta cercando di fare Gravina stesso, si parla di ridurre il numero delle squadre ed a quel punto insorgono tutti. Così la Lega si conferma un gruppo di litiganti. Mentre allenatori, medici, fisioterapisti denunciano questo eccessivo carico di partite, che porta infortuni e assenze, assistiamo poi ad uno scenario internazionale che va in controtendenza".

Si riferisce allla Fifa?

"Sì, alla Fifa che vuole fare il Mondiale ogni 2 anni, poi per indorare la pillola dice alla Uefa che potrà fare anche gli Europei ogni due anni. La Superlega andava in una direzione inaccettabile. C'è poi il problema della Coppa d'Africa che vediamo oggi. Anche qui un tavolo unitario con tutti i protagonisti fra dirigenti, allenatori, organi vari sarebbe utile".

Il protocollo varato cosa risolve?

"Dà delle indicazioni di massima anche perché altrimenti ognuno va in ordine sparso. Ecco perché dico che il ritardo è molto grave. Il problema però non si risolve con il protocollo, ma appunto trovando una linea comune con Asl e ministri competenti, in modo che si abbia una linea e visione uniche. Sennò già domenica si avranno altre partite rinviate. Il protocollo poi serve a tagliare la strada a possibili furbate ed escamotage. Perché questo sistema delle Asl mi ricorda, facendo le debite proporzioni e su argomenti diversi, quanto succedeva con i Tar".

In cosa?

"Quando una società aveva problemi patrimoniali si rivolgeva al Tar di casa sua sistemandosi le sue cose, fino a quando non si decise che l'unico Tar competente su queste materie fosse quello del Lazio. Una cosa del genere va fatta con le Asl, seguendo le istruzioni del Ministero della Salute e del comitato tecnico-scientifico. Gli esperti ed i medici devono avere voce in capitolo più di chiunque altro".

Il problema insomma, non si può più ignorare.

"Il mondo del calcio non può considerarsi un mondo a parte rispetto a quanto succede nel Paese. C'è da stare con i piedi per terra. Detto questo, il sistema-calcio produce tanti soldi e paga tante tasse, al pari del turismo, della ristorazione, delle fabbriche, dell'industria. Va affrontato il problema come negli altri comparti che vanno avanti con delle regole. Così deve fare il calcio, senza scorciatoie. Spero nell'incontro del 12".