esclusiva

Stadio, Paolillo: "In 10 anni cambiato nulla. 60mila posti? Già Moratti lo voleva così"

ESCLUSIVA - Stadio, Paolillo: "In 10 anni cambiato nulla. 60mila posti? Già Moratti lo voleva così"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano
mercoledì 19 ottobre 2022, 16:47Esclusive
di Daniele Najjar

L'Inter è tornata, Lukaku… quasi. In casa nerazzurra, nelle ultime settimane, si è tornata a respirare positività per il doppio importante risultato ottenuto in Champions League contro il Barcellona ed anche le due vittorie consecutive ottenute in campionato, contro Sassuolo e Cremonese.

In vista della sfida di sabato, quando la squadra di Inzaghi affronterà la Fiorentina, si attendono poi buone notizie sulle condizioni dell'attaccante belga, che spinge per tornare a disposizione superando così un infortunio durato più del previsto. Per parlare dell'attualità della Beneamata, la redazione de L'Interista ha contattato l'ex amministratore delegato, ai tempi di Moratti presidente, Ernesto Paolillo.

L'Inter è stata data per "morta"  troppo presto?

"Sì, come sempre accade nel calcio è così. E poi pausa di due mesi non può non incidere sulle sorti del campionato e quindi sui giudizi. Pensiamo soltanto alla preparazione da rifare. Ci saranno poi giocatori che torneranno abbastanza affaticati dai Mondiali, sia fisicamente che mentalmente. Si tratterà di due campionati diversi".

Questo le lascia speranza considerando la falsa partenza dei nerazzurri?

"Certo non tutto è perso, ma bisogna cominciare a vincere molte partite di fila, i punti che verranno messi in "cascina" in questa prima parte peseranno non poco alla ripresa dopo il Mondiale, ovviamente".

Con il senno di poi, l'Inter ha fatto bene a trattenere Inzaghi nel momento della tempesta?

"Sì e non solo per tutta quella che è la situazione societaria che non induce a fare cambi con leggerezza. Inzaghi è un allenatore intelligente e soprattutto conosce molto bene questa squadra alla quale ha dato una sua impronta. Dunque, non vedo maghi in giro in grado di arrivare e preparare subito bene il lavoro in pochi giorni".

Ed il gruppo si è dimostrato più unito di quanto non si pensasse, quando si parlava di giocatori che remavano contro.

"Ho sempre escluso questa ipotesi. Credo che i calciatori non siano così autolesionisti da remare contro l'allenatore a questo punto del campionato, perché danneggiano innanzitutto loro stessi. Si è trattato di un periodo no e basta".

Lukaku spinge per tornare, finalmente.

"E' un attaccante di peso che serve a questa squadra. Ed il suo ritorno permette di avere un cambio in più in attacco, che manca. In avanti non abbiamo giocatori che possono entrare e cambiare le sorti del match: Correa è un aiuto in più, non certo uno che entra e spacca la partita".

Nella posizione che solitamente è di Brozovic, l'ha sorpresa Calhanoglu?

"Molto, in positivo. Ha dato un'impronta forte alla partita, dettato i ritmi, in maniera diversa dal croato. Ora Inzaghi ha una soluzione in più da usare, male non fa visto che spesso la nostra manovra è risultata troppo prevedibile".

Questione stadio: 60mila posti sono pochi?

"No. Le spiego: già noi quando volevamo farlo all'epoca pensavamo ad una cifra così. Questo perché avresti la garanzia di avere lo stadio pieno tutte le domeniche. Poi in questo modo elimini certe frange del tifo, avviene una sorta di selezione naturale. Ed è difficile superare sempre i 60mila spettatori”.

Non trova assurdo che lei ci parli dello stadio che volevate fare voi, ma più di 10 anni fa?

"(Ride, n.d.r.) Sì, è assurdo e descrive il periodo che abbiamo vissuto. Se lei vede i conti dell'Inter oggi, capisce che nulla è stato fatto. Il Milan stesso è nella medesima situazione con la differenza che ha trovato un fondo che ha investito sulla squadra e coperto i debiti. Noi ora siamo in una situazione di stallo, però leggendo le notizie recenti sui giornali qualcosa potrebbe cambiare. E lo stadio ci vuole".