ESCLUSIVA - Paganin: "Juve-Inter cruciale, ma non è l'ultima spiaggia"
Si avvicina l'appuntamento con il derby d'Italia: domenica sera si affronteranno due squadre che, con percorsi differenti, si trovano più lontane del dovuto dalla vetta ed hanno forse l'ultima occasione per rimanere agganciate al treno-Scudetto. L'Inter, in particolare, dopo essere stata a lungo in vetta, arriva al match con la consapevolezza di avere un solo risultato possibile, nonostante il periodo tutt'altro che brillante: la vittoria.
La redazione de L'Interista ha contattato in esclusiva l'ex difensore della Beneamata, Massimo Paganin.
Juve-Inter è un'ultima spiaggia per il treno-scudetto?
"Direi che è una partita importante. Ultima spiaggia no perché ci saranno poi altre sette partite. Potrebbe determinare sicuramente molto, visto che c'è anche la partita da recuperare. Ma bisognerà vedere cosa farà il Milan. Non ci si può concentrare su una singola partita. Juve-Inter è importante a prescindere, soprattutto dal punto di vista mentale. L'Inter dovrà uscire dal campo con delle certezze ed una consapevolezza importante. La squadra di Allegri sta bene dal punto di vista mentale, anche dopo l'uscita dalla Champions. Per i nerazzurri che devono continuare nel loro cammino, mentre per i bianconeri per riagganciare i rivali".
In una partita del genere ci si può aspettare che i campioni d'Italia tirino fuori l'orgoglio perduto nelle ultime uscite?
"Non basta l'orgoglio. In una partita secca incontri una squadra che ha vinto tanto. Si affrontano team che hanno consapevolezze importanti: la Juve ha vinto per 9 anni, l'Inter l'anno scorso. Quest'anno la squadra di Inzaghi si era portata in vetta, ha fatto meglio in Champions, ma deve mantenere quel gap che aveva creato sulla Juventus. Questo match è importante anche per questi equilibri".
Quali saranno le chiavi del match?
"Rientreranno molti giocatori dalle Nazionali, che dovranno azzerare le scorie delle partite giocate in giro per il mondo. In una partita così è importante l'approccio alla gara e la consapevolezza con la quale si scende in campo. Nell'ultimo mese e mezzo i nerazzurri hanno avuto delle difficoltà, probabilmente anche fisiche. Chi avrà più energie, riuscirà a fare la differenza. E' una partita a sé, che le due squadre sono abituate a giocare al 100% perché è la partita dell'anno, importante per i tifosi, i club, i giocatori, per la pressione mediatica".
La Juventus ha qualcosa in meno da perdere, vista come si era messa per loro fino a qualche mese fa?
"Non è che non abbia nulla da perdere, perché in una partita del genere questo non è possibile. Ha da perdere il gap acquisito: nella scorsa stagione è arrivata seconda, in quella prima era arrivata davanti, ma senza convincere. Questo gap l'Inter lo deve mantenere ed è in queste partite che bisogna dimostrare di avere quella mentalità acquisita con i successi raggiunti. E' fondamentale sia per questo finale che per il futuro".
Un tuo giudizio sul lavoro svolto fin qui da Inzaghi? E ti chiedo: il giudizio dipende dal raggiungimento dello Scudetto?
"Vincere lo Scudetto è un obiettivo importante, ma lo è soprattutto per Inzaghi, considerando che le prime tre della classifica hanno tutte allenatori che non lo hanno mai vinto. Fra l'arrivare vicino ed il vincerlo, c'è una differenza in termini di autostima enorme. Il tempo per farlo e recuperare c'è, e Simone ha già vinto a Torino, con la Lazio. Sarà un test importante, dove lui ci arriva preparato, ne sono convinto. Nell'ultimo mese e mezzo purtroppo le cose non sono andate benissimo. L'Inter ha tirato molte volte in porta segnando poco. Tutti gli inconvenienti dell'ultimo periodo sono passaggi per i quali un allenatore che vuole vincere deve passare. Lo scudetto è la competizione più importante per il nostro Paese, per essere un vincente devi trionfare in campionato".
Questo momento, come dicevi tu, è anche dovuto alla difficoltà di segnare nell'ultimo periodo. E l'Inter si muove sul mercato, visto che si fanno con insistenza i nomi di Dybala e Scamacca...
"Sono giocatori differenti. Dybala potrebbe essere preso anche nell'ottica di spostare più avanti Lautaro Martinez. Il Toro in questo momento sta facendo spesso la seconda punta, alternandosi con Dzeko, che pure si abbassa. Il bosniaco ha un'età per la quale bisogna pensare anche ai sostituti, così come per Sanchez. Scamacca non so se potrebbe essere pronto per l'Inter, sta facendo il suo percorso di crescita. I giocatori italiani tendono ad arrivare un po' più tardi degli altri. E' un attaccante importante, vale la pena aspettarlo. Sarebbe stato una buona alternativa a Dzeko già quest'anno. Sicuramente la società si muoverà per cercare di dare delle alternative in più ad Inzaghi".

