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Labate sullo Sheriff: "Era meglio pescare il Barcellona. Dzeko? Forse non ci abbiamo rimesso..."

ESCLUSIVA - Labate sullo Sheriff: "Era meglio pescare il Barcellona. Dzeko? Forse non ci abbiamo rimesso..."TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 20 ottobre 2021, 19:55Esclusive
di Daniele Najjar

Una boccata d'ossigeno in un momento d'affanno: la vittoria raccolta dall'Inter ieri sera vale di più di quello che raccontano i tre punti. "Ci lascia non aperta, ma apertissima la porta-qualificazione" - spiega il giornalista del Corriere della Sera, Tommaso Labate, in esclusiva ai microfoni de L'Interista

Una vittoria è arrivata, anche convincente, in una serata dove non erano ammessi altri risultati, ma contro un avversario che non sta di certo giocando la Champions League per fare una gita diversa dal solito in giro per l'Europa: "E' stata un'ottima dimostrazione" - continua Labate - "della nostra sfiga nei sorteggi: lo Sheriff non può essere la quarta squadra del girone. Persino lo stopper, il libero ed il massaggiatore avevano i piedi vellutati. Per quanto stiamo vedendo quest'anno, ci conveniva di più beccare il Barcellona dei moldavi".

In un tweet ieri sottolineavi la grande prova di Vidal, su tutti.

"Lo dico in tutta onestà: in serate come ieri sera ringrazio il cielo di non essere il ds dell'Inter. Sia Vidal che Dzeko non mi avevano fatto vibrare di passione, come acquisti. Ma noi tifosi a volte non vediamo cosa c'è dietro giocatori così. Quando Vidal è in palla vede il calcio come pochi ed ha un'esperienza internazionale invidiabile".

Ed Edin è stato ancora protagonista assoluto.

"Neanche nei giorni in cui mi sveglio carico di ottimismo mi sarei immaginato un Dzeko a questi livelli. Non voglio nominare chi è meglio che non nominare nemmeno (Lukaku, n.d.r.), ma nel cambio fra Edin e ed il nostro attaccante mi sembra che non abbiamo subito questo gran danno. Al momento".

Questa Inter si espone troppo o c'è dell'altro da registrare?

"Balzano all'occhio i gol subiti, sì. Soprattutto in Champions la storia recente insegna che non puoi perdere con serenità una palla a centrocampo. Ricordo una giocata di Sanchez ieri sera, dove da un passaggio apparentemente innocuo è nata una ripartenza rischiosa. A differenza di una volta, le partite oggi non finiscono fino al triplice fischio. Una volta sul 2-3 a zero stavi tranquillo, oggi non è possibile".

Quindi secondo te è più una cosa da sistemare a livello mentale.

"Sì, da questo punto di vista l'Inter di Inzaghi è ancora indietro rispetto a quella di Conte. Soprattutto nell'ultima parte della scorsa stagione l'Inter sbagliava molto meno. Non so dire dove arriverà la squadra con Simone, ma è molto più piacevole da vedere".

Ora la Juventus: sensazioni?

"Quando incontri una squadra come la Juventus non puoi mai dire come finirà. Spesso abbiamo giocato bellissime partite contro i bianconeri, uscendo con una sconfitta o un pareggio, raramente il contrario. Se l'Inter che scenderà in campo domenica sera sarà la stessa del primo tempo contro la Lazio e la stessa vista per 3/4 di partita con lo Sheriff, possiamo stare sereni".

Marotta ha parlato della possibilità di fare un paio di acquisti a gennaio: dove interverresti?

"Dovrebbe intervenire laddove io pensi che non serva intervenire (ride, n.d.r.). Ripeto: non avrei mai preso Dzeko, per dire".

Ci si affida totalmente a Marotta, insomma.

"Esatto! Aggiungo: persino su Marotta ero scettico inizialmente, vedi tu".

A memoria, eri in buona compagnia sia su Dzeko che su Marotta. Sei forse il più sincero a fare mea culpa...

"E diciamolo che sono sincero! Scherzi a parte mi affido ciecamente a Marotta. Una squadra che ha attraversato così tanti venti di tempesta, finanziarie, geopolitiche, economiche... e si trova lì a lasciarci incatenati a San Siro ed alla TV. Aggiungo una cosa, se me lo permetti".

Prego.

"Essendo parte di Interspac spero che il sogno di iniziare ad infilare l'azionariato popolare possa realizzarsi presto. Una dirigenza ed una proprietà che si sono dimostrate lungimiranti nel mercato, dovrebbero dimostrarsi altrettanto lungimiranti nell'aprirsi a capitali che vengono dal popolo, per rinsaldare ancora di più il legame fra i tifosi e la squadra".

Da questo punto di vista, come vedi le voci sul possibile arrivo del fondo PIF?

"Per me PIF è l'attore. Non voglio dare la stessa risposta di Ausilio, ma davvero non li conosco".