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Facchetti: "Inter, la prima con il Napoli dirà molto. Gosens sfortunato, Onana..."

ESCLUSIVA - Facchetti: "Inter, la prima con il Napoli dirà molto. Gosens sfortunato, Onana..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 17 novembre 2022, 18:34Esclusive
di Daniele Najjar

Fine dei giochi, almeno per qualche settimana, per l'Inter ed i club: spazio alle nazionali ed al Mondiale in Qatar. In casa nerazzurra si possono dunque tirare i primi bilanci e fare le giuste considerazioni su quanto di buono e meno buono è stato fatto fino ad ora.

La redazione de L'Interista lo ha fatto con Gianfelice Facchetti, figlio dell'indimenticato Giacinto.

Un tuo giudizio o un voto su questa prima parte di stagione?

"Dare un voto non spiegherebbe bene i vari momenti vissuti. Perché ci sono state cose più positive, su tutte la qualificazione in un girone in cui ci davano per spacciati in partenza".

E di quelle negative, che ne pensi?

"In campionato abbiamo avuto qualche difficoltà nel trovare un assetto equilibrato, che si è tradotto nell'aver perso gli scontri diretti. Con l'eccezione di Bergamo. Una squadra che costruisce gioco e che fatica a conservare ciò che ha costruito. Guardandosi attorno ad eccezione di un Napoli incredibile, gli altri viaggiano tutti sulla stessa andatura. Il Milan campione d'Italia ha tre punti in più ed in Champions si è qualificato all'ultima giornata. La Juve è uscita dopo aver speso molti soldi sul mercato. Le difficoltà sono generali anche se non è consolatorio per quel che potevamo fare noi in più".

Del "gruppone" dietro al Napoli, chi pensi possa infastidire i partenopei? 

"Vedo Inter, Milan e Juve soprattutto. Forse la Lazio, ma ha una rosa più corta. Noi abbiamo il dovere di provarci. Già partire con uno scontro diretto farà capire molto: se contro il Napoli, in casa, non vinci, magari poi ti devi focalizzare sulla qualificazione in Champions che comunque non è facile da conquistare quest'anno".

Come ti spieghi questa differenza di rendimento nei big match fra Champions e campionato?

"In Europa è vero che hai pressione perché hai una vetrina importante, ma è anche vero che quando parti così sfavorito, dove ti danno tutti per morto, allora giochi con la testa più libera da pressioni. In Champions in certe partite poi c'è un gioco più aperto e votato all'attacco. Questo ci ha dato più chance che siamo stati bravi a cogliere, penso soprattutto a Barcellona. Quella partita è un po' il simbolo di questa Inter".

Fascia sinistra: Dimarco è esploso in questi primi mesi.

"Da un lato, quello dell'esplosione di Dimarco, è bellissimo vedere un giocatore, interista, cresciuto nel settore giovanile che si afferma in prima squadra. Una situazione che mi auguro sia sempre più frequente e da emulare e fare in modo che si possa ripetere".

L'altro lato è che sulla stessa fascia Gosens è sempre più oscurato, per contro.

"Credo abbia pagato quell'infortunio, l'incertezza del rientro, in un momento in cui c'era prima Perisic, l'anno scorso, che ha fatto la sua miglior stagione in tanti anni all'Inter, e quest'anno Dimarco che è stato esplosivo. Per guadagnare spazio insomma doveva far vedere quello che ha fatto all'Atalanta, ma non è neanche semplice quando hai scampoli di partita di spazio. Insomma, una certa componente di, chiamiamola così, sfortuna dal suo punto di vista. Mercato? Difficile dirlo, dipenderà prima dalle opportunità di spesa e dalle risposte ed esigenze della società".

Onana ha conquistato la tua fiducia?

"Fare il portiere all'Inter non è semplice. Abbiamo storicamente avuto sempre grandi numeri uno, dall'inizio della nostra storia fino ad Handanovic, compreso. Onana ha centrato delle buone prestazioni ed ora, quando l'aspettativa, le pressioni e la posta in palio aumenteranno, confermarsi diventerà più complicato. Può crescere ed avere vicino una figura come Samir, che ha dimostrato di essere dalla sua parte, lo potrà aiutare molto".