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Cucchi: "Inzaghi ricorda Klopp nell'idea. Correa deve ancora esprimersi"

ESCLUSIVA - Cucchi: "Inzaghi ricorda Klopp nell'idea. Correa deve ancora esprimersi"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 25 agosto 2022, 12:32Esclusive
di Daniele Najjar

Sotto con la Lazio: buona la prima per l'Inter, con la vittoria all'ultimo respiro a Lecce e molto buona anche la seconda, visto il 3 a 0 maturato con lo Spezia. Ad attendere la squadra di Inzaghi, per la terza giornata del campionato 2022/23, ci saranno domani i biancocelesti di Sarri, vogliosi di rifarsi subito dopo lo 0-0 rimediato a Torino, contro il Toro di Juric.

 La redazione de L'Interista ha contattato in esclusiva il noto giornalista ed ex storica voce di Radio 1 Rai, Riccardo Cucchi (notoriamente simpatizzante della Lazio), per fare con lui il punto della situazione su questo inizio di Serie A e sulla prossima sfida dei nerazzurri. 

Cos'hanno detto queste prime due giornate di campionato?

"Decisamente poco, bisogna essere consapevoli che due giornate non possono essere in alcun modo indicative. Soprattutto per il fatto che si gioca d'agosto: è sempre calcio d'agosto. Anche se sono in palio dei punti, ma per capire bene il profilo di questo campionato bisognerà avere pazienza. Ho un'impressione, però".

Quale?

"Ripeto: è solo un'impressione, ma mi è sembrato che possa essere un campionato competitivo, forse anche più competitivo di quello dello scorso anno, con un numero largo di squadre che possono combattere per più obiettivi".

L'Inter come si è mossa sul mercato?

"L'Inter si è rafforzata rispetto alla scorsa stagione, pur rinunciando ad alcuni pezzi pregiati. Complessivamente mi sembra una formazione solida. Anche in considerazione del fatto che Inzaghi prediliga un certo tipo di gioco".

Che tipo di gioco?

"Io sono personalmente persuaso, sin da quando Inzaghi allenava la Lazio, che lui sia quello che più degli altri cerchi la verticalizzazione, non solo il fraseggio fine a sé stesso. L'arrivo di Lukaku da questo punto di vista credo che non farà altro che favorire questa idea di calcio. Romelu affiancato da Lautaro e con dietro un Correa, permettimi di dire, che non si è ancora espresso ai livelli che può raggiungere. E' una formazione dall'ottimo potenziale offensivo".

Ora poi, Inzaghi sembra che voglia un altro fedelissimo: Acerbi.

"L'Inter sembra aver mantenuto ad ora la parola di non voler più vendere Skriniar, dunque Inzaghi ha un ottimo reparto difensivo. Acerbi è un uomo di grande esperienza, conosce bene Inzaghi ed è un giocatore che potrebbe dare il suo contributo, sicuramente. So che ci sono degli elementi di critica, lo vedo soprattutto dai social network. Dico che è un serio professionista, sicuramente sarà in grado di fare bene".

Dal tecnico nerazzurro si aspetta qualcosa di diverso, quest'anno?

"Inzaghi è di fronte ad un'esperienza nuova. Ha allenato solo la Lazio, prima, dove era un giovane e valido tecnico, ma con degli obiettivi in alcun modo paragonabili a quelli che ha all'Inter. Questo rappresenta per lui un motivo di crescita e di pressione. Lui è spesso criticato per i cambi, era così anche a Roma. Si dice che spesso possa essere condizionato da una formazione base e che abbia poca fantasia e creatività nel cambiare in corso d'opera".

Lei che ne pensa al riguardo?

"Possono essere elementi di critica giusti, ma sono anche convinto che sarà capace di crescere con la squadra, modificando alcune rigidità, chiamiamole così, nel pensare alla squadra. E' giovane, ha un'idea di calcio vincente e moderna. Non si può negare questo e l'esperienza dello scorso anno lo renderà più attento".

Anche perché può contare ora su un reparto offensivo più completo forse, pur senza l'arrivo di Dybala. Non trova?

"Sono convinto che Inzaghi sia il più offensivo fra gli allenatori italiani. Permettimi un paragone, con le dovute proporzioni, non voglio essere frainteso: la sua idea di calcio è quella che più da noi si avvicina a quella di Klopp. Certamente sono diversi gli spessori, le formazioni, ma da questo punto di vista il calcio che propone è più moderno di altri, non schiavo del possesso palla a tutti i costi. Predilige il gioco in velocità, offensivo, le sue squadre entrano in campo per fare gol, per farne più che riescono. A volte funziona, altre meno. Ha un potenziale enorme davanti, che potrà essere la punta di diamante della formazione nerazzurra".

Il prossimo avversario della Beneamata sarà la Lazio: che sfida si aspetta?

"La Lazio è una squadra in costruzione. Le prime due partite hanno dato l'idea di una squadra solida e compatta. Più solida difensivamente rispetto al passato. Credo che la difesa sia meglio registrata anche per l'arrivo di un giocatore di valore ed esperienza come Romagnoli. Si è dimostrata in grado di saper meglio reggere l'urto degli avversari, pur se ha affrontato squadre non di primissimo livello. Con L'Inter sarà un banco di prova importante".

Come sta la squadra di Sarri?

"Per dare il massimo, la Lazio ha bisogno di maggiore velocità d'esecuzione. Ma questo è un problema legato ad uno stato di forma che ancora non è ottimale. Man mano che si andrà avanti, sono convinto che la Lazio crescerà da questo punto di vista acquistando maggior imprevedibilità. Quella con i nerazzurri sarà una partita molto difficile per i biancocelesti. L'Inter è più forte, sarà interessante, poi c'è Inzaghi che torna all'Olimpico, un tecnico che i laziali amano tutt'ora. Elemento sempre di grande interesse".

Sarri riuscirà a plasmare la squadra a suo piacimento? 

"La cosa più importante è quella di non pensare ad una Lazio formato Napoli. Credo che quel Napoli non sia più riproducibile altrove. Credo invece che potrà diventare una squadra divertente, con una grande personalità e con la capacità di essere pericolosa contro qualunque avversario. Non chiediamo a Sarri di rifare quel suo Napoli: non si potrà mai più riprodurre per tanti motivi. Poi lui si sta dimostrando un allenatore tutt'altro che fondamentalista: è capace invece di trarre il meglio dai giocatori che ha a disposizione. Quelli che ha ora sono secondo me più che adatti alla sua idea di gioco, ".

La Juventus a che punto è?

"La Juventus esce da un periodo non felice, diciamo così. Ha avuto la necessità di agire sul mercato e mi pare lo abbia fatto bene, soprattutto rinforzando il centrocampo, che mi sembrava il punto debole della squadra. E' stata sfortunata per gli infortuni occorsi ad alcuni elementi fondamentali, fra questi soprattutto Di Maria. Fa fatica a trovare identità di gioco, ma sono certo che nel corso della stagione riuscirà a prendere la retta giusta. Per il momento è una squadra in costruzione"